Anche in questo caso, preziose sono state le dichiarazioni di Carmelo Salamone ex amministratore delegato di Girgenti Acque, che aveva abbandonato il Consiglio di amministrazione sbattendo la porta ed aveva messo tutto per iscritto nei verbali dell’ultima riunione del Cda.
Salamone è già interrogato dai carabinieri del Ros. Probabili collegamenti potrebbero esserci anche con l’inchiesta ed il processo all’ex governatore Raffaele Lombardo al vaglio della Procura della Repubblica di Catania.
Le indagini della DDA di Palermo affiancano quelle della Procura della Repubblica di Agrigento scattate in seguito alle gravi e pesanti dichiarazioni, sia in sede di Cda che davanti ai militari della Guardia di Finanza, fatte da Carmelo Salamone, che tra le altre cose aveva denunciato una gestione oligarchica e non condivisa dell’Ato ad opera di Marco Campione, presidente di Girgenti Acque ma anche leader dell’omonimo gruppo imprenditoriale.
Salamone segnalava l’irritualità della gestione del personale sia in termini di assunzioni che di spostamenti ed evidenziava come troppi lavoratori transitavano molto disinvoltamente da un’azienda all’altra, da quella pubblica a quella privata e viceversa.
L’ex Amministratore Delegato segnalava ancora le centinaia di assunzioni clientelari, persino di persone vicine ad esponenti della sinistra; anche di coloro che pubblicamente hanno attaccato il sistema di Girgenti Acque per poi privatamente collocare al lavoro i propri protetti.
Ecco perché i finanzieri di Agrigento agli ordini del comandante Massimo Sobrà e del tenente colonnello Antonio Cecere e coordinati dal sostituto procuratore Brunella Sardoni, hanno bussato alla porta degli uffici amministrativi di Girgenti Acque, nella zona industriale di Agrigento. Scopo dell’operazione è controllare e acquisire specificatamente la documentazione relativa alle centinaia di assunzioni effettuate in questi ultimi anni.
La Procura vuole verificare se in qualche modo le assunzioni sono viziate da atti illegittimi e da procedure che violano le leggi.
Le Fiamme gialle hanno acquisito carte anche sulla modifica dell’assetto azionario. Una vicenda risalente allo scorso anno, quando venne suddiviso tra i soci della Girgenti Acque, il pacchetto azionario della “Entei Spa”. La società sarda azionista di Girgenti Acque del 33%, che era stata colpita il 7 novembre del 2011 da una informativa antimafia da parte della Prefettura di Cagliari. Pochi giorni dopo la Entei comunicò di volere vendere le proprie quote, che vennero acquistate dal gruppo Campione.
Agli atti dell’indagine anche i riflessi di due distinte conferenze stampa promosse una dal sindaco di Agrigento, Marco Zambuto che aveva attaccato sia Girgenti Acque (non solo per le assunzioni ma per l’indiscriminato aumento delle bollette) che il commissario dell’Ato, l’ex presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi e l’altra del medesimo D’Orsi che ha dovuto spiegare le ragioni dell’assunzione in Girgenti Acque del figlio. Lapidaria e poco convincente la sua autodifesa: “L’assunzione è tutto merito suo e non perché è figlio dell’ex Presidente della Provincia”.
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