Ed in seguito allo studio dell’Unione Europea recentemente pubblicato e relativo all’indice 2013 sulla competitività regionale, interviene in una nota, il Sindaco di Agrigento Marco Zambuto che dichiara:”
“L’indice 2013 pubblicato dalla Commissione europea sulle regioni più competitive d’Europa rischia di “spezzare” ogni speranza di ripresa per la Sicilia.
È vero – continua Zambuto – l’Italia negli ultimi vent’anni non è più cresciuta, è diventata sempre più vecchia e arretrata, ma la Sicilia è tra le ultime in assoluto (al 235° posto su 262), relegata a fare compagnia solo alle regioni povere della Bulgaria, della Romania e della Grecia”.
Ricordiamo che lo studio, pubblicato dalla Commissione, ha come parametri tra gli altri anche la qualità delle istituzioni, la stabilità macro–economica, le infrastrutture, il sistema sanitario, la qualità dell’istruzione, l’efficienza delle università e dell’approfondimento permanente e l’innovazione tecnologica.
Nella nota Zambuto parla della carenza in Sicilia dei servizi e parla apertamente di fallimento degli ATO.
“Un solo esempio – scrive il Sindaco Zambuto – importanti progetti di grandi opere infrastrutturali, una per tutte, la nuova rete idrica della città di Agrigento e del suo sistema di depurazione delle acque nere, già finanziati restano fermi nei meandri di comitati, commissioni tecniche e conferenze di servizio, con il rischio di perdere le somme.
In queste condizioni – si legge ancora – e con tutti questi intrecci spesso perversi e paralegali la Sicilia resta ferma e paralizzata, mentre l’A.R.S., incapace di ridurre drasticamente i costi della politica, si esercita in discussioni improduttive sull’acqua pubblica, la raccolta differenziata e, soprattutto, sulla distribuzione a pioggia dei milioni previsti per la famigerata tabella H.
la Regione così come è strutturata ed organizzata – conclude Zambuto – non aiuta le comunità locali a crescere anzi rappresenta un freno ad ogni iniziativa ed una strozzatura inaccettabile e insopportabile”.
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