Se l’è cavata con qualche escoriazione Paolo Trupia di 56 anni, il conducente dell’autogru della metalmeccanica agrigentina srl, che ieri, a Racalmuto, ha sfondato il muro del cimitero.
Il camionista stava portando il mezzo alla miniera di Racalmuto per un lavoro di manutenzione e mentre percorreva via Perlasca, la discesa che costeggia il cimitero del paese, si è reso conto di un guasto al sistema frenante. Per via della pendenza della strada l’autogru ha iniziato a prendere velocità. Non riuscendo a governare il mezzo Trupia è riuscito a mettersi in salvo saltando fuori dalla cabina. L’autogru ha invaso anche l’altra corsia, fortunatamente in quel momento non c’erano vetture o persone ad intralciarlo.
L’impatto contro il muro del cimitero è stato violentissimo. L’autogrù ha sfondato la parete di una delle tante cappelle gentilizie presenti all’interno del camposanto racalmutese.
La cabina del guidatore è andata completamente distrutta. Primo a soccorrere l’autista è stato il custode del cimitero che, udito lo schianto, è andato subito fuori a vedere cosa fosse successo.
Il maglio del mezzo ha danneggiato diversi loculi ed ha completamente distrutto una bara.
Sul posto sono intervenuti subito i Carabinieri della locale stazione con il Comandante, Alessandro Costa, i Vigili del fuoco di Canicattì e un’autoambulanza. Trupia è stato trasportato all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Ha riportato varie escoriazioni.
Difficoltose si sono rivelate le operazioni per rimuovere il mezzo dal muro. I Vigili del Fuoco hanno messo in sicurezza l’area rimuovendo pezzi di intonaco e di tufo che erano momentaneamente rimasti sospesi in aria.
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