Spettrale, questo è il termine che più si addice alla descrizione della zona di Via del Carmine a Favara. Le macerie della tragedia sono ancora lì a mostrare le ferite non rimarginate di un Centro Storico che stenta a ritornare ad essere il fulcro urbano della collettività Attraversando gli stretti vicoli, la sensazione che si ha è quella di osservare un luogo abbandonato di fretta e in furia dai propri abitanti. “Cammari e Dammusi” evacuati per una calamità, come se fosse improvvisamente arrivata una scossa di terremoto che ha costretto le famiglie che vi risedevano ad uscire fuori per mettersi al sicuro e che mai avrebbero potuto immaginare di non poterli più abitare. Tre anni dicevamo, questo è il tempo che è trascorso, in questo frangente a Favara è ritornato in auge il termine, Centro Storico. Dal 23 Gennaio 2010 il piano di evacuazione prima, ed i successivi ordini e relative demolizioni delle vetuste case, hanno smembrato il cuore antico cittadino. A completare l’opera distruttrice della memoria urbana però ci hanno pensato anche le innumerevoli azioni vandaliche commesse. Dalle vecchie casa disabitate è stato asportato tutto quello che era trasportabile. Fa impressione vedere le porte aperte di quegli immobili, come se in quel quartiere ci fosse ancora vita vissuta ma che invece altro non è che il frutto dell’abbandono e dell’inciviltà. Tra le viuzze assenti sono i giochi che i bambini un tempo facevano allegramente, di quei tempi resta solo un tenero peluche, la speranza è quella che un giorno il cuore antico della Città di Favara possa tornare a pulsare.
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