L’esame autoptico ha confermato la dinamica dei fatti giá ipotizzata mercoledì scorso con l’approfondimento radiologico.
Sei in tutto i colpi di pistola calibro 7.65 sparati: tre hanno colpito l’uomo, uno alla tempia e due alla mandibola, esplosi tutti a bruciapelo, e altrettanti la fidanzata che, per gli investigatori, potrebbe aver visto in faccia il killer.
Secondo gli inquirenti, il sottufficiale dell’esercito potrebbe essere stato freddato di spalle mentre si stava accomodando sul lato passeggero dell’utilitaria. Ad avallare questa ipotesi una gamba del giovane rimasta fuori dall’abitacolo.
Teresa, forse, avendo visto la scena, avrebbe cercato di mettere in moto l’auto per fuggire, ma non ha fatto in tempo.
Con l’autopsia è stato possibile recuperare in perfetto stato tutti i proiettili sparati che il perito balistico incaricato dalla Procura della Repubblica dovrá associare all’arma che li ha esplosi.
Non si esclude che a sparare possa essere stata una donna o un uomo con i capelli lunghi. Ci sarebbe anche un testimone che è stato messo sotto torchio dagli inquirenti.
Intanto l’esame autoptico ha smentito le voci su una presunta gravidanza della giovane favarese. Teresa non era incinta.
Sul fronte indagini rimane ancora oscuro il movente del duplice delitto.
Diversi sono i reparti specializzati che lavorano al caso, dai RIS di Parma ai ROS di Roma.
Ad ogni nucleo di investigatori è stato assegnato un compito: chi si occuperá del possibile movente passionale, chi delle occupazioni delle vittime, chi indagherá nel mondo dei locali notturni, chi, infine, verificherá quanto attiene alle palestre e agli anabolizzanti.
Le indagini della Procura non escludono che il delitto possa essere maturato anche negli ambienti del commercio illegale di sostanze anabolizzanti.
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