
Ci sono risvolti sull’inchiesta volta a fare chiarezza sul movente dell’assassinio del re delle sale giochi Calogero Palumbo Piccionello. Al vaglio degli inquirenti, la lettera anonima indirizzata negli anni scorsi all’imprenditore favarese ucciso che lo accusava di essere un usuraio. La perizia calligrafica, disposta dalla Procura della Repubblica ed eseguita dal perito grafologo Costantino, risulterebbe infatti che a scrivere la lettera non sia stato Antonino Baio, il 72enne pensionato reo confesso dell’assassinio avvenuto lo scorso 28 Novembre in Via Napoli a Favara. Lo stesso Baio, durante gli interrogatori, comunque aveva sempre negato di essere l’autore della lettera.
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