La nuova Assemblea Regionale Siciliana, tra i pochi provvedimenti adottati, ha di fatto prorogato alle società d’ambito la gestione dei servizi idrici. Ma con un apposito disegno di legge, da Palazzo dei Normanni, si restituisce dignità ai cittadini che con il referendum avevano scelto il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua. Ma c’è di più, il Parlamento siciliano, ha anche preso misure circa la mancata consegna delle reti dei Comuni alle società d’ambito. Ricordiamo infatti che nello scorso mese di Agosto in Provincia di Agrigento erano stati commissariati 19 Comuni poiché quest’ultimi non avevano ancora ceduto le reti alla società gestore Girgenti Acque.Con questo nuovo provvedimento si consente agli Enti Locali di gestire in proprio il servizio idrico e quindi non obbligandoli a consegnare le condotte.
I 19 Comuni agrigentini che quindi possono proseguire la gestione in proprio del servizio sono : Bivona, Alessandria della Rocca, Burgio, Aragona, Cammarata, Camastra, Cianciana, Joppolo Giancaxio, Lampedusa e Linosa, Montevago, Palma di Montachiaro, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, Santa Elisabetta, Sant’Angelo Muxaro, Villafranca Sicula, Santo Stefano di Quisquina, Santa Mrgherita Belice e Menfi. Soddisfazioni esprime in merito il Sindaco di Menfi, Vito Bono.
“La giustizia trionfa: la scelta di non consegnare le reti mantenendo pubblica la gestione del servizio idrico – ha dichiarato– si è rivelata giusta e assennata”. Secondo il Sindaco Bono il non aver ceduto le reti a Girgenti Acque ha consentito un risparmio in bolletta delle famiglia di circa 1.500 euro in quattro anni.
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