È stato azzeccato perfino il nome del bar. In Via Capitano Callea, al civico 56, i proprietari del locale, al momento dell’inaugurazione, difficilmente avrebbero creduto che quel nome dato al bar, “Bronx”, uno dei quartieri più rischiosi di New York City dove i teppistelli si inseguono non per giocare ma per accoltellarsi, avrebbe rassomigliato il bar ad una sala da Far–West. Al “Bronx”, non il diffamato quartiere Newyorkese, ma un locale della periferia di Favara che nulla ha a che spartire con certe questioni, Calogero Palumbo Piccionello, pregiudicato di 41 anni, è stato assassinato questa notte da un killer incappucciato. La segnalazione è arrivata da una telefonata anonima ricevuta dal 112 intorno a mezzanotte e 30. Oltre alla vittima, secondo i primi accertamenti, nel locale c’era un inserviente, interrogato dai carabinieri di Favara, che ha riferito di aver solo visto entrare nel locale un uomo incappucciato e armato, il quale ha puntato l’arma da fuoco verso Palumbo Piccionello, cercando di colpirlo con 2 o 3 spari. Schivati i colpi mortali, l’uomo si è precipitato in un’altra stanza interna al locale nel disperato tentativo di mancare ai successivi spari che lo avrebbero raggiunto. Ma gli altri colpi, 2 o 3 ancora da stabilire con l’esito dell’esame autoptico, lo hanno freddato. Anche se pendevano alle sue spalle precedenti penali per spaccio di droga e rissa, non si conoscono ancora i motivi che hanno portato il killer a togliere la vita al favarese. A destare preoccupazione, è la sorprendente cadenza con cui si sono ripetuti gli ultimi omicidi messi a segno a Favara: se ci fate caso, ne muore uno ogni 5 mesi. Apre la tragica triade l’omicidio di Milioto, alla vigilia del Ferragosto del 2003; il 14 gennaio il nuovo anno si sporca giá di sangue con l’uccisione di Alba, ed ecco servito stanotte l’ultimo agguato, nelle prime ore del 28 maggio 2004.
Rimani aggiornato con le nostre notizie grazie a WhatsApp oppure Leggi qui altre notizie
