CALTANISSETTA – I dipendenti del Polo tessile di Riesi, fermo da ottobre scorso, rivendicano l’applicazione dello stesso trattamento riservato agli operai della Fiat di Termini Imerese. I 360 operai chiedono infatti la cassa integrazione straordinaria e naturalmente gli stipendi arretrati e cosi questa mattina sono tornati ad occupare il tetto del municipio di Riesi per sensilizzare le istituzioni alla loro vicenda.
Una protesta analoga era stata messa in atto alcuni mesi fa ed era stata seguita da un tavolo di concertazione tra sindacati, prefettura, vertici aziendali e possibili finanziatori. Il polo tessile, creato alcuni anni fa da Piero Capizzi grazie alle agevolazioni della legge 488 e dei Patti territoriali, ha poi ottenuto un mutuo agevolato da un istituto di credito di 1 miliardo e mezzo ma non è bastato a sanare il passivo accumulato dall’azienda. Da qui l’astensione degli operai dal lavoro scattata a ottobre scorso e la rivendicazione di cinque mesi di stipendio. Ma anche questa protesta è servita a poco e parecchi lavoratori della «Riesi maglieria», che un tempo riceveva commissioni anche dalla Benetton, sono giá emigrati in altre regioni per mantenere le famiglie.
Questa mattina un nuovo gesto disperato con l’occupazione del municipio e poi il blocco stradale di un tratto dello scorrimento veloce Caltanissetta – Gela, al bivio Judeca.
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