Sette condanne diventano definitive al processo – troncone abbreviato – scaturito dall’inchiesta “Xydi”, condotta sul campo dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Agrigento, che avrebbe fatto luce sul mandamento mafioso di Canicattì, che sarebbe stato rimesso in piedi dall’imprenditore Giancarlo Buggea, insieme alla compagna-avvocato (poi cancellata dall’Ordine) Angela Porcello, e sui rapporti tra le varie famiglie mafiose della provincia agrigentina.
La sentenza è stata emessa, in serata, dai giudici della Cassazione. Per l’ex avvocato Porcello, ai domiciliari da un anno e mezzo, diventa definitiva la pena di 9 anni, 1 mese e 23 giorni di reclusione e nelle prossime ore si apriranno le porte del carcere per espiare il resto della pena. Confermati anche i 20 anni inflitti all’ex compagno Giancarlo Buggea.
Il resto della sentenza: 18 anni e 8 mesi a Giuseppe Sicilia, considerato il capo della famiglia mafiosa di Favara; 8 anni a Calogero Paceco; 8 anni, 5 mesi e 10 giorni per il canicattinese Diego Emanuele Cigna; 17 anni e 4 mesi al favarese Gregorio Lombardo; 3 anni e 4 mesi a Giuseppe D’Andrea. Il ricorso di Luigi Boncori, ritenuto il capo della famiglia mafiosa di Ravanusa, condannato in appello a 20 anni, è l’unico accolto: i giudici dovranno ricalcolare la pena applicando correttamente l’istituto della continuazione.
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