I carabinieri di Agrigento hanno eseguito 16 ordini di custodia cautelare nei confronti dei presunti componenti di una banda che gestiva rapine e traffico di droga nella cittá dei Templi e in provincia.
Gli indagati sono accusati a vario titolo di traffico di sostanze stupefacenti, porto abusivo di armi e rapina. L’indagine, denominata «Castello», ha preso avvio da una rapina messa a segno in un negozio di elettrodomestici a Favara (Agrigento). Seguendo le tracce dei banditi, i militari sono riusciti a risalire al commando e all’organizzazione, disarticolando, con l’operazione odierna, una fitta rete criminale retta da alcuni personaggi del luogo, che si prodigavano, oltre che nella commissione di rapine, soprattutto nello spaccio di sostanze stupefacenti di diverso tipo, in svariate aree dell’agrigentino e nella provincia di Catania.
Sono stati tutti arrestati i destinatari dei provvedimenti restrittivi emessi nell’ambito dell’operazione antidroga portata a termine dai carabinieri del comando provinciale di Agrigento che ha sgominato un’organizzazione che operava in vari centri dell’agrigentino, ma anche nel catanese ed in alcune discoteche di Giardini Naxos.
Quindici le persone finite in manette sono Gianluca Cimino, di 27 anni, Salvatore Allegro di 22 e Ferdinando Licata, di 32, tutti di Naro; Alessandro Rallo, di 25, Salvatore Di Vincenzo, di 36, Domenico Manganello, di 31, di Palma di Montechiaro; Salvatore Vaccaro, di 27, e Giuseppe Scorsone, di 32, di Favara; Danilo Fazio, di 29, Loris Capizzi, di 27, Calogero Patrone, di 26, tutti di Canicattì; Gloria Baldacchino, di 25, Giuseppe Calabrese, di 26, Salvatore Prato, di 27, di Camastra e l’agrigentino Gaetano Giulio Gambino, di 50 anni. Ad un sedicesimo indagato, Francesco Genova, 22 anni, di Agrigento, è stato invece imposto l’obbligo della dimora nella sua cittá.
Tre degli indagati sono stati arrestati in altre province: Gianluca Cimino, ritenuto dagli inquirenti il personaggio di maggiore spicco dell’organizzazione è stato bloccato dai carabinieri a Catania; Giuseppe Calabrese è stato arrestato a Pistoia, mentre Salvatore Prato è stato fermato a Palermo.
I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Agrigento Walter Carlisi, che ha accolto le richieste del sostituto procuratore Federico Romoli.
Nell’operazione sono stati impegnati un centinaio di militari del comando provinciale di Agrigento, collaborati dai reparti dell”Arma di Palermo, Catania, Caltanissetta, Pistoia, coadiuvati tecnicamente dai nuclei elicotteri e cinofili di Palermo. Le indagini sono state avviate dopo la rapina compiuta il 29 marzo del 2003 a Favara, ai danni di un esercizio commerciale, il «Vella Elettrodomestici». Il colpo, secondo quanto accertato dai carabinieri della tenenza di Favara, sarebbe stato compiuto da Gianluca Cimino e Salvatore Allegro.
Indagando su di loro i militari, oltre fare luce su altre due rapine, hanno poi scoperto l’esistenza della fitta rete di spacciatori di cocaina, eroina, ecstasy ed hashish che operava in vari centri della provincia di Agrigento. Nel corso dell’operazione è stata pure sequestrata una pistola 357 Magnum detenuta legalmente da uno degli arrestati, Domenico Manganello.
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