Dopo aver fatto un’altra delle sue solite “manganellate”, stavolta contro i dipendenti del Comune di Favara, il primo cittadino ieri sera assolve tutta la politica locale. La colpa dello stato delle cose è ovviamente degli altri, dei politici di Palermo e Roma.
Insomma Manganella non sa più cosa dire per cercare di scaricare le sue colpe sugli altri. Avendo capito che l’altra sua “manganellata” contro i consiglieri comunali, quella della precedente pubblica assise, ha sortito un effetto bumerang, adesso per accaparrarsi le simpatie dei 30 inquilini di aula “Falcone e Borsellino” afferma che se nelle casse del Comune di Favara non ci sono soldi, è perché ne arrivano pochi da Palermo e Roma: sono loro a mandarne meno.
Ma quale novitá ha scoperto? Che questo era il loro modo di operare non si sapeva e si dice giá da almeno 5 anni? Da buon padre di famiglia avrebbe invece dovuto trovare le soluzioni per portare avanti la sua casa. Parafrasando un esempio dell’assessore Chianetta, intervenuta poco prima, immaginiamoci di star vedendo allagare la nostra casa. Che facciamo? Giriamo le spalle o cerchiamo di pulirla e trovare le soluzioni? Non lasciamo di certo allagare la nostra casa! Invece, per sua stessa ammissione, Manganella non ha nemmeno fatto lavorare bene i dipendenti per il recupero crediti.
Certo, da Palermo e da Roma hanno diminuito le entrate economiche ai comuni. Ma Manganella, nella spasmodica ricerca di scaricare le sue colpe verso gli altri (magari non locali per cercare di farseli amici), scorda che Palermo e Roma non ce l’hanno mica con Favara. Il gettito economico sempre minore nelle casse comunali colpisce tutti i comuni, non solo la Cittá dell’Agnello Pasquale. E poi non scordiamo che Palermo, e soprattutto Roma, sono cittá molto ben rappresentate dagli stessi uomini della sua stessa corrente partitica (renziana).
Ma cosa voleva dire che questi uomini politici ce l’hanno con lui? Pure loro?!?! Ce l’hanno con un uomo del loro stesso partito? Cosa pensare ??? Avranno forse immaginato o saranno giunti alla conclusione che Manganella non è un loro buon rappresentante, e quindi hanno deciso di tagliare i fondi solo a Favara? Povera Cittá dell’Agnello Pasquale, allora! Costretta a subire le angherie dei politici per colpa di Manganella.
Insomma, il primo cittadino si aggrappa sugli specchi ma scivola rovinosamente.
All’inizio della sua arringa, il buon padre di famiglia si scaglia contro i dipendenti del comune che gestisce, “non tutti” , sottolinea, ma contro la parte che “si gratta la pancia e passeggia nei corridoi” e dice: “Adesso devono lavorare”.
Ecco quindi alcuni dipendenti comunali presenti alla seduta alzarsi dalle loro sedie, abbandonare l’aula in segno di protesta, mentre qualcuno gli urla anche contro. Ma Manganella si è forse scordato che è sindaco da 4 anni? Ma dove è stato fino ad adesso? Si è forse scordato che in questi quattro anni la delega al personale ce l’ha avuta sempre e solo lui? Considerato che dopo 4 anni non sono stati presi provvedimenti, è facile presumere che l’uomo con la delega al personale non si sia nemmeno accorto del modo di lavorare dei suoi dipendenti. Ma per questi 4 anni che cos’altro era impegnato a fare?
E poi, alla luce del fatto che la sua stessa dirigente Russello ha chiaramente detto che Manganella non ha messo in atto le direttive date dal consiglio comunale per salvare l’Ente, siamo proprio sicuri che a grattarsi la pancia e a passeggiare siano solo i lavoratori precari del Comune?
Non resta ancora che dire povera Favara, governata da un uomo di piccole vedute, spesso, troppo, assente nei momenti del bisogno per i cittadini.
Meglio sarebbe, a detta di molti, che lasciasse l’incarico per dare spazio a uomini che potrebbero dimostrare di saperci fare meglio.
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