Entra nel vivo davanti al giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Matteo Rametta, il processo a carico di Andrea Oliva, il 36enne agrigentino imputato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Nell’ultima udienza l’aula ha ascoltato la deposizione degli agenti della Squadra Mobile, chiamati a ricostruire i dettagli dell’informativa di reato legata al blitz scattato il 12 gennaio 2026.
L’imputato, difeso di fiducia dagli avvocati Monica Malogioglio e Antonino Gaziano, si trova attualmente sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, dopo che il gip Alberto Lippini aveva disposto per lui il giudizio immediato, saltando la fase dell’udienza preliminare.
In aula, i poliziotti hanno ripercorso le concitate fasi del controllo. Oliva era stato fermato alla guida di un furgone per le consegne di una ditta. L’ispezione del mezzo aveva riservato una sorpresa sotto il sedile del conducente: un involucro contenente circa 1,250 chili di cocaina, sostanza poi risultata positiva al narcotest. Sempre all’interno dell’abitacolo, gli investigatori avevano rinvenuto e sequestrato una macchina elettrica confezionatrice per il sottovuoto, buste, rotoli per l’imballaggio e ben cinque dispositivi telefonici.
Il bilancio del sequestro si era poi arricchito con il ritrovamento del denaro contante. Secondo quanto messo a verbale dalla Mobile, nella vettura privata dell’uomo sono stati rinvenuti ben 26.910 euro in contanti, a cui si sono aggiunti altri 1.195 euro che il 36enne custodiva direttamente addosso.
Un dettaglio investigativo di rilievo è emerso durante la testimonianza dei poliziotti: il furgoncino utilizzato dall’indagato non era passato inosservato. Il mezzo risultava infatti già inserito nei terminali come “veicolo sospetto” nell’ambito di altre attività investigative facenti capo a una diversa Questura, con indagini parallele tuttora aperte da parte di altre Procure della Repubblica. Il processo riprenderà per i successivi passaggi dibattimentali.
Rimani aggiornato con le nostre notizie grazie a WhatsApp oppure Leggi qui altre notizie

