Travolto e ucciso a soli 15 anni sull’asfalto, mentre i suoi investitori fuggivano a piedi nel buio della notte dopo aver tentato persino di incastrare un innocente. A poco più di un anno dalla tragica notte del 29 settembre 2025, in cui perse la vita il giovanissimo Mattia Iannuzzo, la Procura di Agrigento ha chiuso le indagini, blindando le accuse a carico di cinque persone tutte residenti a Canicattì.
Il sostituto procuratore Elettra Consoli ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a tre giovani che si trovavano a bordo dell’auto pirata e a due presunti complici. Sullo sfondo, una catena di omissioni e bugie che ha sconvolto l’intera comunità.
Mattia viaggiava in viale Vittorio Veneto a bordo del suo scooter con una ragazza, rimasta ferita, quando all’incrocio con viale Regina Margherita una Fiat 500 sbucò da via Lorenzo Giarrocco travolgendoli. Al volante, secondo gli inquirenti, c’era il ventenne Alessio Lauricella (all’epoca 18enne): l’accusa per lui è di omicidio stradale aggravato. Non solo avrebbe affrontato l’incrocio a velocità inadeguata senza rispettare la precedenza, ma gli accertamenti hanno rivelato un tasso alcolemico di 0,83 grammi per litro.
I secondi successivi all’impatto delineano un quadro, se possibile, ancora più grave. Lauricella e i due passeggeri, invece di prestare soccorso al 15enne agonizzante, avrebbero spostato l’auto, sarebbero scappati a piedi e avrebbero cercato di spingere una terza persona a dichiararsi colpevole al loro posto.
Nell’inchiesta sono finiti anche altre due persone: rispondono di favoreggiamento personale per aver fornito versioni false agli inquirenti nel tentativo di scagionare il conducente. Gli indagati hanno ora a disposizione venti giorni per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati.
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