Riceviamo e pubblichiamo. Favara. Popolari e Autonomisti a Palumbo: “La ridicola ossessione del Sindaco. Un attacco strumentale per coprire i fallimenti dell’Amministrazione”. Chi pensa che in politica abbia visto tutto, non ha assistito all’ultimo Consiglio Comunale.
Apprendiamo con un misto di sconcerto e divertita meraviglia che, durante l’ultimo Consiglio Comunale, il Sindaco, con un’arrampicata sugli specchi da medaglia d’oro, si è profuso in un attacco nei confronti della nostra passata attività amministrativa in merito alla vicenda del cimitero.
Istituzionalmente inopportuno e politicamente scorretto è utilizzare l’aula consiliare per muovere accuse personali a chi oggi non siede più in quell’aula e non ha la possibilità di un immediato e democratico contraddittorio. Un atteggiamento che si commenta da solo; uno stile, quello del Sindaco, che definisce la sua statura politica e che rivela la crescente difficoltà di questa amministrazione.
Parlare di una nostra presunta “passività amministrativa” significa soffrire di un’amnesia selettiva davvero comoda, o più semplicemente mentire sapendo di mentire.
La storia politica parla chiaro: la nostra opposizione alla precedente amministrazione è stata rigorosa, documentata e condotta sempre a viso aperto.
Parlano gli atti, i verbali di centinaia di sedute di Consiglio e le decine e decine di interrogazioni e i comunicati stampa: la gente lo sa, la città se lo ricorda bene. Negarlo oggi non è solo ridicolo, è disperato.
Tentare di riscrivere il passato per sminuire l’azione svolta è un’operazione propagandistica che sfrega contro la realtà dei fatti.
Ma capiamo il Sindaco. Capiamo la frustrazione di chi si rende conto, giorno dopo giorno, di aver fallito su tutta la linea. Di chi sente il terreno mancargli sotto i piedi perché i cittadini sono stufi di promesse a vuoto e disastri quotidiani. Il Sindaco sa benissimo che la sua esperienza amministrativa ha i giorni contati. E cosa fa un capitano che vede la nave affondare? Cerca un colpevole, un fantasma del passato da incolpare per non dover guardare allo sfascio del presente.
La verità è che assistiamo a una narrazione di comodo, utile soltanto a distogliere l’attenzione della Città dalle gravi inefficienze del presente. Di fronte all’incapacità di gestire la cosa pubblica, alle criticità irrisolte sul territorio, il Sindaco sceglie la via più comoda: evocare fantomatiche responsabilità del passato e cercare capri espiatori anziché fornire risposte concrete ai cittadini.
Se non è in grado di risolvere i problemi della Città, compreso quello del cimitero, abbia almeno il rispetto di ammetterlo, invece di usare il passato come scudo per il suo presente fallimentare.
La verità è fin troppo trasparente: il Sindaco ha paura e scarica su un avversario che tanto lo preoccupa. Quello stesso avversario che in campagna elettorale gli ha tenuto testa, che gli ha dato filo da torcere e che sa benissimo essere pronto a dargliene ancora.
Come Popolari e Autonomisti invitiamo il Sindaco ad abbandonare la polemica strumentale e ad assumersi finalmente la responsabilità del proprio mandato fallimentare.
Se ha bisogno di visibilità, cerchi altrove: i cittadini non hanno bisogno di scaricabarile o attacchi ad personam, sanno benissimo da che parte stanno i fatti e da che parte sta la disperazione politica di chi chiacchiera per la paura di finire nel dimenticatoio
Si renda conto di una cosa, a parlare è il coordinatore cittadino: “E’ un uomo fortunato. Fortunato che durante questo suo mandato io non abbia seduto tra i banchi dell’opposizione. Perché con carte alla mano, di fronte al disastro della sua amministrazione e all’incompetenza dimostrata ogni giorno lo avrei politicamente smontato pezzo per pezzo”.
Marilì Chiapparo (già Consigliere Comunale di opposizione e Coordinatore Cittadino Popolari e Autonomisti).
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