Riceviamo e pubblichiamo. Le responsabilità del presente non si scaricano sul passato. Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale il Sindaco ha preferito attaccare invece di rispondere ai fatti. Mi ha definito un “segretario di passaggio”, quasi a voler sminuire le mie parole perché incapace di smentirne il contenuto.
La verità è un’altra: io non sono un segretario di passaggio. Di passaggio è il vacanziere che arriva a Favara per un fine settimana. Eppure anche lui, dopo poche ore, si accorge del degrado della città, dei servizi che non funzionano e dell’assenza di una visione amministrativa. Figuriamoci chi Favara la vive ogni giorno, condividendone problemi, speranze e delusioni.
Il tentativo di spostare il dibattito sul personale è il segnale di chi non ha più argomenti. Quando mancano le risposte, si prova a colpire chi pone le domande.
La domanda, infatti, resta sempre la stessa: dov’eravate in questi quattro anni? Per quattro anni avete amministrato la città. Per quattro anni avete avuto il dovere di programmare, decidere e intervenire. E oggi, davanti all’emergenza dei loculi, continuate a raccontare ai cittadini che la colpa è sempre di chi c’era prima.
No, Sindaco. Dopo quattro anni questa giustificazione non regge più.
Se davvero il problema era così evidente, perché nel vostro programma elettorale non era prevista la realizzazione di nuovi loculi? Se lo conoscevate, avevate il dovere di programmare. Se non lo conoscevate, la situazione è ancora più grave. In entrambi i casi, la responsabilità è della vostra Amministrazione.
Trovo poi singolare che il Sindaco abbia chiamato in causa perfino la Presidente del Consiglio comunale, appartenente al mio stesso partito, nel tentativo di costruire un diversivo politico. Alla Presidente va la mia piena solidarietà e il mio sostegno. Aver ricoperto un ruolo amministrativo in passato non cancella una verità che nessuno può smentire: oggi governa il Sindaco Palumbo, ed è lui che deve rispondere delle scelte compiute, o delle occasioni perdute, in questi quattro anni.
Un amministratore serio costruisce ponti verso il futuro. Chi continua a guidare guardando soltanto nello specchietto retrovisore finisce inevitabilmente fuori strada. Ed è esattamente ciò che sta accadendo a questa Amministrazione, che continua a cercare nel passato le giustificazioni di un presente che non riesce a governare.
La requisizione dei loculi non rappresenta una soluzione. È la certificazione di un fallimento amministrativo, la dimostrazione che si è arrivati all’ultima spiaggia perché è mancata la programmazione. A pagare sono le famiglie favaresi, che meritavano rispetto, pianificazione e risposte, non ordinanze e scaricabarile.
Il nostro compito è difendere i cittadini e pretendere che chi governa si assuma fino in fondo le proprie responsabilità.
Perché le parole passano, ma i fatti restano. E i fatti raccontano una città che, dopo quattro anni, attende ancora le promesse fatte. Una città in cui perfino il cimitero è diventato il simbolo di una programmazione assente.
E allora, Sindaco, continui pure ad attaccare chi la critica, continui pure a cercare colpe nel passato. Ma sappia che può requisire i loculi, può tentare di requisire il dibattito politico, può persino provare a delegittimare chi la contesta. C’è però una cosa che non potrà mai requisire: la verità dei fatti. E i fatti dicono che, dopo quattro anni, Favara non è ostaggio delle amministrazioni precedenti, ma delle mancate scelte della sua Amministrazione.
Fabrizio Crapanzano (Segretario cittadino di Favara di Fratelli d’Italia)
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