Il sindaco di Agrigento Michele Sodano ha scritto al presidente della Regione Renato Schifani, per affrontare la delicata situazione dei 1.200 residenti nella località balneare di Maddalusa alle prese con il problema del mancato approvvigionamento idrico da oltre due mesi perché “abusivi”. Una vicenda che richiede la “massima sensibilità istituzionale e una riflessione che, per le sue dimensioni e per le sue implicazioni sociali, sanitarie e giuridiche, ha ormai superato i confini della competenza comunale e richiede una piena assunzione di responsabilità da parte della Regione Siciliana e, per gli aspetti di carattere normativo, anche del Governo nazionale”, scrive il primo cittadino di Agrigento.
Il quartiere di Maddalusa è nato a partire dagli anni Settanta su aree prive di edificabilità. Gli immobili realizzati sono, nella gran parte dei casi, abusivi. “Nessuno intende negarlo – aggiunge Sodano – e nessuno chiede sanatorie, né deroghe al principio di legalità. Il punto, però, è un altro. Per sessant’anni la politica e le istituzioni non hanno fermato quella realtà: l’hanno lasciata crescere e consolidarsi. Mentre il quartiere si sviluppava, sono state riconosciute residenze anagrafiche, garantiti servizi pubblici, assicurata la raccolta dei rifiuti e consentiti gli allacci ai servizi essenziali. Per decenni la politica ha preferito amministrare questa contraddizione anziché risolverla”.
“Oggi quella stagione è finita e tutte le istituzioni sono chiamate ad assumersi fino in fondo la responsabilità delle conseguenze – continua il sindaco -. Il risultato è un quartiere pienamente urbanizzato, nel quale vivono centinaia di famiglie che fanno parte, a tutti gli effetti, della comunità agrigentina. Oggi i nodi di decenni di rinvii, omissioni e contraddizioni vengono inevitabilmente al pettine. Ma sarebbe un grave errore affrontare questa vicenda limitandosi alla sola dimensione urbanistica. Oggi a Maddalusa vivono bambini, anziani, persone con disabilità, cittadini affetti da gravi patologie e centinaia di famiglie che non possono essere lasciate prive di un bene essenziale”.
“Lasciare a secco centinaia di famiglie significa determinare condizioni incompatibili con la tutela della salute pubblica, con l’igiene e con la dignità della persona – sottolinena Sodano -. La scelta di Aica di non erogare acqua agli immobili abusivi trova fondamento nell’attuale quadro normativo. Tuttavia, la rigorosa applicazione di tale principio produce oggi l’effetto di lasciare senza acqua un intero quartiere, con centinaia di famiglie, bambini, anziani e persone fragili esposti a conseguenze gravissime sotto il profilo della salute pubblica, dell’igiene e della dignità della persona. Di fronte a questa evidente contraddizione diventa indispensabile un intervento della Regione Siciliana, chiamata a individuare, nelle more di una soluzione strutturale, un percorso che garantisca un diritto essenziale senza mettere in discussione il principio di legalità”.
“Questa è la complessità che siamo chiamati ad affrontare. Non esistono soluzioni semplici a una realtà che si è consolidata nell’arco di sessant’anni. È la Regione Siciliana che oggi deve assumere l’iniziativa politica e istituzionale – chiede Sodano -, promuovendo con urgenza un confronto con tutte le autorità competenti e, se necessario, con il Governo nazionale, per individuare una soluzione. Le chiedo, pertanto, di recarsi ad Agrigento oppure di convocarmi con la massima urgenza presso la Presidenza della Regione Siciliana, affinché questa vicenda venga affrontata nella sede istituzionale che le compete. Ritengo che lo Stato, in tutte le sue articolazioni, non possa sottrarsi alla responsabilità di affrontare le conseguenze di una realtà che è cresciuta anche sotto lo sguardo delle istituzioni. Oggi non possiamo limitarci a prendere atto del problema, abbiamo il dovere di affrontarlo con equilibrio, coraggio e senso dello Stato, restituendo ai cittadini risposte che siano insieme rispettose della legalità e della dignità della persona”.
“Le chiedo di agire con la massima urgenza. Ogni giorno che passa – conclude il sindaco di Agrigento – senza una soluzione significa lasciare famiglie, bambini, anziani e persone fragili in una condizione che non può essere tollerata da una società civile. Confido nella Sua sensibilità istituzionale e, soprattutto, nella Sua determinazione ad assumere un’iniziativa immediata, affinché la Regione Siciliana possa fornire una risposta all’altezza della gravità e dell’urgenza di questa vicenda”.
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