La Protezione Civile siciliana sta valutando l’utilizzo dell’ex base missilistica Nato a Comiso per ospitare profughi ucraini in fuga dagli attacchi russi. Le 38 villette, originariamente destinate ai militari, potrebbero accogliere circa 220-230 famiglie, offrendo rifugio e supporto.
Il sindaco di Comiso, Maria Rita Schembari, ha confermato la disponibilità del comune e ha fornito la documentazione richiesta dalla Protezione Civile. La proposta è parte di un progetto che coinvolge il governo nazionale e la Regione siciliana.
L’area interessata è situata nell’ex base Nato italiana, con le villette nella “zona americana” disponibili per l’utilizzo. La Protezione Civile, guidata dalla dirigente regionale Sonia Alfano, ha avviato le prime fasi del progetto, attendendo indicazioni dal governo e dalla Regione per procedere.
L’ex base missilistica di Comiso, smantellata nel 1991, già ha una storia di accoglienza di profughi durante la guerra nei Balcani nel 1999. La sua trasformazione in un rifugio per i profughi del Kosovo dimostra la sua adattabilità e capacità di fornire supporto alle persone in fuga da conflitti.
La situazione attuale con i profughi ucraini potrebbe vedere questa struttura tornare a svolgere un ruolo umanitario, offrendo un luogo sicuro e adeguato per coloro che cercano riparo dalla violenza della guerra. La Protezione Civile e il comune di Comiso rimangono pronti ad agire in base alle indicazioni delle autorità superiori.
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