Antonella Salamone, la donna di 39 anni, uccisa dal marito questa notte ad Altavilla Milicia insieme ai due figli maschi, Kevin di 16 anni ed Emanuel di 5, era originaria di Aragona. La donna, secondo quanto lei stessa scrive sul suo profilo Facebook, era nata il 13 marzo del 1984 e si è trasferita nel Palermitano nell’ottobre del 2019 subito dopo il matrimonio col suo carnefice Giovanni Barreca, muratore di 54 anni, che dopo il delitto ha chiamato il 112 facendosi trovare a Casteldaccia, a pochi chilometri dal luogo della strage, facendosi arrestare.
Una terza figlia, una ragazza di 17 anni, è riuscita a salvarsi. I militari del reparto operativo stanno ricostruendo quanto accaduto. Il delitto è avvenuto in paese, ad Altavilla Milicia, in via Reggia Trazzera Marina di Granatelli. Giovanni Barreca sarebbe un fanatico religioso. Nel delitto, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe coinvolta anche una coppia di conoscenti. Del cadavere di Antonella Salamone, sarebbero state trovate solo alcune parti sepolte nel terreno vicino casa della coppia. Secondo quanto si apprende la donna sarebbe stata bruciata e sepolta.
Il delitto sarebbe particolarmente efferato: uno dei figli uccisi sarebbe stato torturato e strangolato con delle catene. La pista della setta è al momento una delle ipotesi al vaglio degli investigatori. Tra i sospetti, allo stato al vaglio di chi indaga, c’è quello che l’uomo possa aver agito anche per adesione ad eventuali sette o gruppi di fanatismo religioso. Barreca, secondo quanto è emerso, aveva problemi economici. La moglie era seguita dagli assistenti sociali del Comune di Altavilla Milicia le quali però assicurano di non aver mai avvertito disagi, se non finanziari, nella famiglia.
Antonella Salamone, descritta come una donna “dolce e gentile”, aveva svolto qualche lavoro di pulizia negli uffici del Municipio su incarico dell’amministrazione comunale che sosteneva la coppia facendola lavorare.
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