Un 2023 nero, da dimenticare per la città di Favara, segnato da una incredibile sequenza di tragedie costate la vita a giovani e giovanissimi. Da registrare anche tre suicidi, un omicidio e una coppia di anziani coniugi trovata morta in casa.
Il 21 marzo un malore improvviso stronca la vita al 12enne Davide Licata mentre si stava allenando giocando a basket nella palestra della scuola “Guarino” di via Capitano Basile. La tragedia ha scosso l’intera comunità di Favara. Tutti a ripetere: «Non si può morire così a 12 anni».
Il 26 maggio Favara piange uno studente tredicenne, Antonio Mendolia, morto in un incidente stradale avvenuto in via Portella, la zona conosciuta come “Muntagnè”. Il ragazzino non è sopravvissuto allo schianto con lo scooter guidato dall’amichetto quattordicenne.
Il 9 giugno lungo la strada statale 640, all’altezza del bivio per Favara, perdono la vita Giuseppe Nobile, 75 anni, e la compagna Calogera Stella, di 70 anni. Viaggiavano a bordo di una Fiat Panda tamponata dall’Audi A3 con alla guida un racalmutese. La piccola utilitaria si è ribaltata e poi si è incendiata, uccidendo la coppia.
Ancora dolore e lacrime, era il 14 settembre, per la morte di Alberto Vella, 34 anni e Daniel Giudice, 32 anni, deceduti in un incidente stradale che si è verificato sulla A1 all’altezza di Fiano Romano. Autisti di un pullman della ditta “Patti tour” stavano accompagnando un gruppo di migranti in Piemonte. Il bus, alla cui guida i due giovani di Favara si alternavano, si è schiantato contro il rimorchio che era posteggiato in malo modo lungo la corsia di emergenza dell’autostrada.
Il 27 dicembre la comunità di Favara ripiomba nel dolore per la morte del trentottenne Antonio Lupo, coinvolto in un incidente stradale
avvenuto lo scorso 6 ottobre in via Papa Pio XXII, all’incrocio con via Aosta, nell’abitato favarese. Quella sera a scontrarsi frontalmente erano state una Smart, con alla guida uno studente diciottenne, e una Mini Cooper, condotta dal trentottenne. Lupo era stato portato all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta, dove i medici l’hanno sottoposto ad un lungo e delicato intervento chirurgico per ridurre una grave emorragia celebrale. Poi il trasferimento in un ospedale messinese. Il peggioramento delle condizioni si è registrato nei giorni delle festività natalizie fino al decesso.
Non solo incidenti stradali. Il 21 giugno muore Vincenzo Lattuca, indagato per la morte della sorella Gessica, la mamma di quattro figli, scomparsa nell’agosto del 2018 da Favara, per cui era indagato con l’accusa di averla uccisa a botte e di aver fatto poi sparire il cadavere, in concorso, con altri soggetti allo stato attuale ignoti. Il decesso del fratello maggiore di Gessica getta nuove ombre sull’intera vicenda giudiziaria, riaperta dopo una richiesta d’archiviazione, con tanti dubbi e misteri da chiarire. L’ipotesi privilegiata è che la morte di Enzo Lattuca sia stata causata da un’overdose di droga, probabilmente eroina.
Il 30 novembre la scoperta dei cadaveri di due coniugi trovati all’interno della loro abitazione di viale Europa. Si tratta di Maria Fiorilli e Paolo Lombardo, entrambi di 76 anni. L’ipotesi degli investigatori è che l’uomo abbia avuto un malore e la donna abbia sbattuto la testa dopo una caduta. I carabinieri intervenuti hanno trovato l’abitazione in disordine e il cane della coppia che li vegliava.
Il 7 dicembre in contrada “Poggio Muto”, un’area agricola, vicina alla più nota contrada “Crocca”, viene ucciso a colpi di pistola Francesco Simone, favarese di 69 anni. Da tempo si occupava di compravendita di auto attraverso una società intestata al figlio. Mistero su esecutori e movente dell’omicidio.
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