«In relazione all’ordinanza emessa dal Tribunale di Palermo nel giudizio tra Siciliacque SpA e Aica, è necessario fornire un quadro completo e corretto della situazione. L’ordinanza del 21 settembre 2026 dà atto che, rispetto all’originaria richiesta di Siciliacque pari a 12.244.815,47 euro, Aica aveva già corrisposto nel corso del giudizio 743.373,53 euro, con conseguente rideterminazione della sorte capitale in 11.501.441,94 euro. Successivamente a tale quantificazione, Aica ha versato ulteriori somme per circa 2,5 milioni di euro. Pertanto, al netto degli interessi, delle spese e degli eventuali aggiornamenti contabili, il capitale riferibile alla posizione oggetto dell’ordinanza risulta oggi ridotto a circa 9 milioni di euro. Questo dato, che deve essere considerato nella sua effettiva dimensione, dimostra che Aica non ha interrotto i pagamenti e non si è sottratta agli impegni assunti». Lo scrive in una nota l’Azienda gestore del servizio idrico in quasi tutta la provincia agrigentina.
«L’Azienda – continua la nota – sta versando a Siciliacque circa 225 mila euro ogni settimana, importo superiore a quello originariamente programmato e rappresentato nelle sedi regionali e assessoriali. La continuità dei pagamenti consentirà di ridurre ulteriormente l’esposizione entro gennaio 2027. A ciò si aggiungerà la seconda tranche dell’anticipazione regionale, pari a 10 milioni di euro, prevista per il mese di gennaio 2027 e destinata proprio a sostenere il riequilibrio dei rapporti finanziari con Siciliacque. Considerando l’intera esposizione derivante dal rapporto di fornitura, comprese le obbligazioni che maturano nel corso della gestione corrente, le proiezioni aziendali indicano per gennaio 2027 una posizione residua di circa 5 milioni di euro».
«Si tratta di un’esposizione fisiologicamente connessa alle dimensioni e ai flussi economici di un gestore pubblico del servizio idrico, che Aica ha comunque programmato di ridurre ulteriormente entro il 2027 – si lege ancora -. L’ordinanza è un provvedimento interinale, provvisoriamente esecutivo, e non costituisce la decisione definitiva del giudizio, il cui merito dovrà ancora essere esaminato. Il Tribunale, ha inoltre riconosciuto un punto particolarmente rilevante ai fini della regolazione del rapporto: la convenzione del 21 gennaio 2009 prevede la lettura trimestrale dei contatori, l’emissione delle fatture con cadenza trimestrale e il pagamento entro sessanta giorni dalla ricezione della fattura».
«Proprio sulla base di tali previsioni, il Tribunale ha ritenuto non assistita da prova scritta la diversa modalità di rendicontazione e di calcolo degli interessi di mora prospettata da Siciliacque. Con il successivo provvedimento del 29 settembre 2026 è stato inoltre precisato che, sulle somme dovute in forza della convenzione, devono applicarsi gli interessi pattuiti dalle parti secondo la disciplina contenuta nell’articolo 9 della stessa convenzione. Quanto al sistema acquedottistico Favara di Burgio, la questione non può ritenersi definitivamente conclusa. L’ordinanza ha espressamente rilevato che la legittimità dell’affidamento in favore di Siciliacque non poteva essere scrutinata nella fase interinale», conclude Aica.
«Aica sta pagando con continuità e sta versando somme superiori agli impegni programmati – affermano la presidente del Consiglio di amministrazione di Aica, Danila Nobile, e il direttore generale, Francesco Fiorino -. La posizione debitoria oggetto dell’ordinanza si è già ridotta a circa 9 milioni di euro e continuerà a diminuire grazie ai versamenti settimanali e alla seconda tranche dell’anticipazione regionale prevista per gennaio 2027. I rapporti con Siciliacque sono attualmente improntati a un confronto sereno e responsabile, sostenuto dalla regolarità dei pagamenti in corso. Il percorso di risanamento è concreto, misurabile e già in corso. Entro il 2027 intendiamo ridurre ulteriormente anche l’esposizione residua fisiologicamente connessa alla gestione corrente».
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