Dopo la condanna a 13 anni e 6 mesi di reclusione, nell’ambito del processo scaturito dall’inchiesta antimafia “Vultur”, il tabaccaio di Camastra, Calogero Piombo, di 72 anni, ritenuto il “cassiere” della locale cosca, è stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Agrigento. Data esecuzione dell’ordine di carcerazione emesso dal Tribunale della città dei Templi.
Il camastrese è stato condannato in via definitiva, con le accuse di associazione per delinquere di tipo mafioso, tentativo continuato di estorsione in concorso e rapina aggravata dal metodo mafioso, e adesso deve scontare una pena residua di 7 anni e 4 mesi di reclusione. Dopo le formalità di rito, è stato accompagnato alla Casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo”.
Secondo quanto accertato dal personale della Squadra Mobile, coordinata dalla Dda di Palermo, all’interno della sua attività commerciale si sono tenuti summit di Cosa Nostra, e sarebbero stati spartiti i proventi delle estorsioni. Calogero Piombo sarebbe stato completamente a disposizione del boss del piccolo centro dell’Agrigentino, Rosario Meli, 74 anni, detto “u puparu”.
Complessivi 17 anni e 6 mesi di reclusione sono stati inflitti a Rosario Meli, ritenuto il capo della famiglia di Camastra e personaggio principale dell’inchiesta; 14 anni e 6 mesi al figlio Vincenzo, 52 anni, accusato di avere gestito gli affari della famiglia di Cosa Nostra in paese, e 22 anni di carcere, in continuazione con altre due condanne precedenti, sono stati inflitti, infine, a Calogero Di Caro, 76 anni, di Canicattì, ritenuto storico capomafia della provincia agrigentina.
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