Gli accertamenti tecnici non ripetibili verranno effettuati il prossimo 5 dicembre presso la sede di Polizia Scientifica di Palermo. L’obiettivo è quello di individuare tracce biologiche – ad esempio saliva, sangue o impronte digitali – sul materiale posto sotto sequestro.
Sarà questa la prossima mossa degli inquirenti per tentare di ricostruire l’esatta dinamica della sparatoria avvenuta nella tarda serata dello scorso 23 maggio in via Torino, a Favara. Vittima dell’agguato, per il quale ieri sono emersi i nominativi di sei indagati, il favarese 35enne Carmelo Nicotra. Lo stesso, scampato all’attentato, fu ritrovato ferito nelle vicinanze dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.
Nicotra è uno dei sei soggetti iscritti nel registro degli indagati. Per lui le ipotesi di reato sarebbero quelle di riciclaggio e favoreggiamento, in quanto secondo gli inquirenti conoscerebbe l’identità del commando che ha attentato alla sua vita ma non avrebbe voluto rivelarne nomi e cognomi.
Per quanto riguarda gli accertamenti irripetibili per l’individuazione di tracce biologiche sul materiale posto sotto sequestro, questi potranno essere effettuati alla presenza dei rappresentanti degli indagati, i quali hanno la possibilità di nominare un difensore o un consulente tecnico per assistere alle operazioni.
Particolare attenzione da parte degli investigatori sembrano avere assunto residui di sigaretta ritrovati nel luogo dove si verificò la sparatoria, nonché la Fiat Panda rinvenuta nel garage che dà su via Torino e all’interno del quale furono trovati anche fori causati dagli spari delle armi da fuoco. L’utilitaria risultò essere provento di furto, rubata a Catania nel 2016.
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