Era stato accusato, ingiustamente, di aver intascato una tangente in cambio di un appalto nell’ambito delle manifestazioni della festa patronale di Licata.Parliamo dell’ex sindaco Angelo Graci che adesso, dopo l’assoluzione confermata in tutti i gradi di giudizio, chiede i risarcimenti danni allo Stato.
Il suo difensore, Gianfranco Pilato, si rivolge infatti ai giudici della Corte di Appello e sollecita un risarcimento di 100 mila euro.
La vicenda risale al 24 novembre del 2009 quando Graci venne arrestato con l’accusa di corruzione aggravata. Insieme a lui anche l’assessore comunale ai servizi sociali Tiziana Zirafi, il vicepresidente del consiglio Nicolò Riccobene e l’impresario di spettacoli di Gela Carmelo Napolitano. Quest’ultimo, secondo le tesi degli inquirenti, poi non confermate in tutte le sedi di giudizio, avrebbe pagato una tangente di 6 mila euro ai tre amministratori per ricevere in cambio un appalto di 31.500 per l’organizzazione di alcuni spettacoli durante la festa patronale.
Graci, come si ricorderà, venne sottoposto al divieto di dimora nel comune di Licata. Svolge il ruolo di sindaco, per oltre un anno, lontano dalla cittadina licatese, scatenando accesi dibattiti politici.
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