Erano fissati il prossimo 13 febbraio, ma su richiesta del Pm Matteo Delpini gli accertamenti tecnici irripetibili sugli indumenti del palermitano Giovanni Riggio saranno anticipati al prossimo primo dicembre.
La vicenda riguarda l’omicidio del favarese Giuseppe Mattina, avvenuto la sera del 5 maggio scorso in c.da San Benedetto, all’interno di un magazzino che sarebbe dovuto diventare una concessionaria di auto usate con annessa officina meccanica. L’indomani, all’alba, lo stesso Riggio si presentò alla Polizia di Brancaccio, autoaccusandosi del delitto. Secondo gli inquirenti l’omicidio avvenne per questioni economiche.
La richiesta del Pm Delpini è stata inoltrata lo scorso 22 settembre. A dare l’ok il dipartimento di Pubblica sicurezza –direzione centrale Anticrimine– della Polizia Scientifica di Palermo.
Gli esami verranno effettuati anche su tutto quello che è stato trovato e sequestrato all’interno del magazzino di contrada San Benedetto.
Potranno partecipare soltanto i consulenti o gli avvocati nominati dalle parti. Con molta probabilità la famiglia Mattina, rappresentata dall’avv. Salvatore Cusumano, nominerà un proprio consulente di parte per poter assistere agli accertamenti.
Ricordiamo che la moglie di Mattina aveva chiesto il dissequestro del magazzino di c.da San Benedetto perché aveva necessità di recuperare le autovetture, circa una decina, che erano custodite all’interno dei locali che sarebbero dovuti diventare una rivendita di autovetture usate e officina meccanica. Il provvedimento venne accolto dal Pm Matteo Delpini e firmato i primi di luglio.
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