”Sono sorpreso. Perché avviene tutto nel momento in cui il Libero Consorzio sta per ultimare la gara per aggiudicare gli interventi di demolizione. È domani che verrà ultimata la gara. Sono anche rammaricato e con l’amaro in bocca perché, dimostrando di amare la mia terra e la mia comunità, sono andato incontro a tutto questo”.
Sono queste le parole a caldo del primo cittadino di Palma di Montechiaro Stefano Castellino dopo avere appreso ieri d’essere stato iscritto nel registro degli indagati per la questione demolizione della case abusive.
”Sono un uomo dello Stato è vero, ma sono anche un uomo del popolo. E in 4 mesi d’amministrazione –afferma il sindaco– non ci si poteva aspettare che risolvessi problemi che si trascinano da circa 30 anni. Avevo espresso tutte le mie perplessità sulla tenuta del bilancio. Perplessità che sono state fugate dal ragioniere capo del Comune e pertanto siamo andati avanti con la gara d’appalto per le demolizioni degli immobili abusivi. La Procura fa bene a fare il suo lavoro e giorno 18 mi presenterò per chiarire la mia posizione. Non accetto moralità da parte di nessuno però –incalza il sindaco. In questi mesi ho cercato di far coniugare i principi di giustizia e legalità, ma non posso accettare che lo Stato diventi vessatorio – ha proseguito il sindaco Stefano Castellino. Ritengo sia un abominio demolire 35 villette a Licata e poi costruire un villaggio turistico in una zona vergine”.
Lo scorso 7 agosto, Castellino – scrivendo al prefetto Nicola Diomede e al procuratore capo Luigi Patronaggio – ha revocato il protocollo d’intesa sottoscritto con la Procura. ”È ferma la volontà di procedere alle demolizioni degli abusi che insistono sul territorio comunale di nostra competenza – scriveva nella lettera – ma non seguendo il mero e freddo ordine cronologico, come convenuto con un protocollo di intesa che consideriamo inefficace e, di fatto, revocato”.
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