Rinvio a giudizio per due palmesi, padre e figlio. Si tratta di Giuseppe e Luigi Bracco, rispettivamente di 59 e 32 anni. Le accuse per loro sono di tentato omicidio in concorso e porto illegale di arma da sparo in luogo pubblico.
I due sono accusati di avere ferito a colpi di pistola, in seguito a un alterco in campagna, Epifanio Cammarata, genero di Giuseppe Bracco e cognato di Luigi Bracco. Tra padre e figlio e il loro congiunto ci sarebbero stati dei dissidi di natura familiare.
Il fatto di sangue si verificò il 30 settembre del 2014 nelle campagne di Palma di Montechiaro. All’incirca due mesi dopo gli agenti della Squadra Mobile di Agrigento, diretti da Giovanni Minardi, e quelli del commissariato di polizia di Palma di Montechiaro, coordinati da Angelo Cavaleri, eseguirono l’ordinanza di custodia cautelare del Gip Stefano Zammuto nei confronti di padre e figlio.
Secondo la ricostruzione degli investigatori Epifanio Cammarata, malgrado le ferite riportate all’inguine e al braccio sinistro, riuscì a salire sulla sua auto e a scappare. Raggiunse la statale 115 dove chiese aiuto a un automobilista in transito e venne trasportato al pronto soccorso del San Giacomo d’Altopasso dove venne medicato.
Ieri davanti al Gip Gianfranca Claudia Infantino ha avuto luogo l’udienza preliminare nei confronti dei due indagati, assistiti dagli avvocati Santo Lucia e Giovanni Castronovo. I Pm Alessandro Macaluso e Carlo Cinque hanno chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per padre e figlio, mentre Epifanio Cammarata si è costituito parte civile con l’avvocato Giganti. I legali degli indagati hanno chiesto il rito abbreviato, condizionato a una perizia d’ufficio, ma il Gip non ha accolto la richiesta. Il processo nei confronti di padre e figlio inizierà nel prossimo mese di gennaio.
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