Le piogge abbattutesi in questi ultimi giorni anche a Favara hanno appesantito le già marce travi in legno del soffitto di una casa di via Palermo, provocandone ieri sera il cedimento.
La casa, che era già stata interessata da un’ordinanza di sgombero, fortunatamente non è abitata e quindi, grazie a Dio, non si sono registrati danni a persone. Il fatto è avvenuto ieri sera intorno alle 22,00.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco del comando di Villaseta che hanno proceduto alla messa in sicurezza della casa, i carabinieri della locale Tenenza e personale dell’Ufficio Tecnico Comunale.
Il crollo di ieri sera, avvenuto a pochi passi da via del Carmine, zona piazza Garibaldi, fa riaffiorare nelle menti di tanti favaresi la tragedia avvenuta nel gennaio 2010 quando persero la vita, a seguito del crollo della palazzina, le sorelline Marianna e Chiara Pia Bellavia. Una città si mobilitò; si crearono unità di crisi al Municipio, si fecero diversi controlli in strutture private, diverse le ordinanze di sgombero eseguite.
Ma c’è da aspettarselo che le mura o le travi inzuppate d’acqua possono provocare cedimenti. Il centro storico di Favara è pieno di case disabitate e anche fatiscenti e il rischio che possano cedere da un momento all’altro, purtroppo, c’è. Proprio accanto alla casa di via Palermo altre due abitazioni sono state interessate, probabilmente nei giorni scorsi, da altri crolli.
Proprio stamattina è crollato parte del muro che costeggia la chiesa della Grazia Lontana. Forse le abbondanti piogge e le radici di un grosso albero di fico hanno provocato il cedimento. Sul posto vigili urbani e personale dell’Anas che hanno deciso di chiudere la strada. Già da questo pomeriggio e sino a lunedì mattina, quando tecnici della Protezione Civile verranno a fare un sopralluogo, la strada rimarrà chiusa. È ovvio che ci saranno notevoli disagi per i residenti della zona e per chi giornalmente transita per quell’arteria per andare al lavoro. Il rischio che la chiesa possa crollare c’è. Il terreno sottostante una parte della chiesa sta venendo a mancare e quindi non c’è stabilità. A intervenire dovrà essere la Curia quindi.
Occorre monitorare nuovamente il territorio, soprattutto nel centro storico ed emettere eventuali altre ordinanze, anche di abbattimento. E per questo ci appelliamo al buon senso della nuova amministrazione che vorrà sicuramente avere uno schema certo sullo stato delle cose e agire di conseguenza per salvaguardare l’incolumità pubblica.
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