Lunedì 10 ottobre 2016.
La data odierna potrebbe rivelarsi importante per la storia della città di Agrigento. Il condizionale è d’obbligo e dopo capiremo il perché.
Da questa mattina, infatti, nell’area limitrofa al museo archeologico san Nicola, nella parte sottostante al quartiere ellenistico–romano, è stata avviata la campagna di scavi volta al rinvenimento di un manufatto di impianto semicircolare che potrebbe far pensare al tanto cercato teatro di Akragas.
L’inaugurazione della campagna di scavi è stata anticipata da un incontro svoltosi presso la sede dell’Ente Parco Archeologico a cui hanno partecipato tra gli altri anche gli stessi responsabili della ricerca sviluppata dagli Atenei Universitari di Bari e Catania.
Alla conferenza presente anche il ministro dell’Interno, l’agrigentino Angelino Alfano, e l’assessore regionale ai Beni Culturali Carlo Vermiglio.
C’è un cauto ottimismo quindi tra gli addetti ai lavori su ciò che si nasconde sotto il terreno. Le opere di scavo in questa prima fase dureranno 60 giorni. Tempo ragionevolmente necessario agli archeologi per poter definitivamente affermare se a due passi dalla Chiesa San Nicola sorge il teatro greco.
La possibile sensazionale scoperta quindi giustifica in qualche modo la cerimonia odierna. Un dispiegamento di forze non indifferenti. Un annuncio che probabilmente in molti avrebbero preferito fosse stato fatto nel momento della certezza.
Ma si sa in Italia le cerimonie di inaugurazione sono sempre state ben accette dalla classe politica, specie se a pagarne le spese sono i contribuenti.
Ma intanto chi all’interno della Valle dei Templi ha la fortuna di viverci, e che per sua natura è dotato di un gran fiuto, sembra non essere stato tanto attratto dall’incontro di Casa San Filippo.
Per la cronaca, tra le ditte impegnate nella campagna di scavi figura anche un’impresa di Favara.
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