La Corte dei conti aveva chiesto al Libero Consorzio Comunale di Agrigento delle misure correttive per il bilancio 2014.
Ebbene, dal 2010 ad oggi l’ente, attualmente gestito dal commissario Roberto Barberi, avrebbe ridotto le spese di oltre 17 milioni di euro. Il dato emerge dall’atto firmato nei giorni scorsi dal commissario.
Per come si legge in un articolo pubblicato stamattina dal quotidiano “La Sicilia” a firma del collega Schicchi, a essere diminuita in modo verticale è stata la somma investita per i servizi, che è calata da oltre 10 milioni e seicentomila euro ad appena tre milioni e cinquantamila euro.
Poi, in ordine sparso, tutte le altre voci, con i trasferimenti calati da 7 milioni ad appena un milione e qualche spicciolo.
“L’ente – si legge nella determinazione di approvazione delle misure – ha intrapreso da diversi anni una rigorosa spending review, razionalizzando e riducendo tutte le spese, azzerando le partecipazioni in enti e società, tranne quelli obbligatori per legge”.
In calo anche le spese del personale passate da 23 milioni e 200mila euro a oltre 19 milioni, frutto di procedure di efficentamento della spesa ma, anche, dei pensionamenti soprattutto di personale dirigente.
Un bene, certo, ma anche un serio problema dato che al momento l’ente si trova ad esempio sprovvisto di dirigenti tecnici.
Rispetto all’ottimizzazione delle entrate, l’ex Provincia si è messa a dare la caccia all’evasione dei canoni concessori – come quelli per le occupazioni di suolo pubblico e dei tabelloni pubblicitari – e a monitorare il patrimonio immobile disponibile per la valorizzazione dello stesso e il potenziamento delle entrate.
Ma il peggio, si legge nell’articolo, ha da venire. In un’altra determina, quella che approva il bilancio previsionale 2016, emergerebbe un quadro più allarmante. Il documento infatti chiude con un disavanzo di gestione che sarà coperto, ancora una volta, utilizzando l’avanzo di amministrazione.
In pratica, si va in pareggio indebitandosi.
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