L’arresto ieri a Favara dei tre giovani agrigentini Angelo Schillaci, Vincenzo Cappello e del minore V.C. fermati dai carabinieri mentre erano intenti a rubare materiali dall’ex Scuola Media Mendola di via dei Mille, ha riproposto in città il triste fenomeno dell’abbandono della struttura.
Dal giorno della dichiarazione di inagibilità, ovvero nel settembre 2011, i tre padiglioni dell’istituto sono stati letteralmente presi d’assalto sia dai vandali che dai depredatori di materiali metallici.
Nessun oggetto di potenziale valore è stato lasciato. Negli anni i ladri hanno lavorato quasi indisturbati alla lenta demolizione degli impianti. Un lavoro certosino di smontaggio e trasporto.
I vandali invece hanno fatto tutto il resto e i tanti incendi verificatisi, anche recentemente, ne sono testimonianza.
Il fenomeno della “distruzione” sistematica degli edifici pubblici non custoditi a Favara, purtroppo, ha dei precedenti. Emblematico è stato il caso dei 56 alloggi popolari di via Cicero e Di Francisca, fortunatamente recuperati, assegnati e adesso abitati.
L’amministrazione comunale di Favara, nel predisporre lo sgombero della struttura, ha agito secondo i parametri dettati dalla legge. Se quel luogo rappresentava un pericolo per i fruitori, doveva essere liberato.
Quello che invece il Comune doveva fare e non ha fatto è stato vigilare.
Se alla scuola fosse stata data maggiore attenzione, probabilmente non sarebbe stata oggetto di furti e raid vandalici.
E a pagarne le conseguenze sono stati, sono e saranno sempre i cittadini.
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