I lavori di pulizia e di ripristino del bevaio effettuati sabato scorso da cittadini e volontari in c.da Burgilamone, a Favara, sono la dimostrazione dei sacrifici che una parte della popolazione è disposta a fare per migliorare l’aspetto della propria città.
Stessa cosa, purtroppo, non sempre si può dire degli organi istituzionalmente competenti.
Sabato scorso durante le riprese della lodevole iniziativa civica la nostra troupe non ha potuto fare a meno di notare il netto contrasto esistente tra i luoghi ripuliti dai cittadini e quelli delle aiuole e marciapiedi poco distanti.
Anche in c.da Burgialamone, così come avviene in tante altre zone cittadine, a spadroneggiare è la vegetazione spontanea.
L’ennesimo segno dell’ inefficienza dell’amministrazione comunale nella programmazione e gestione della cosa pubblica.
Cessata la stagione delle piogge, l’erba inizia il suo naturale processo di crescita. Questo vuole Madre Natura e così è dalla notte dei tempi.
Quindi nessun fattore aggiuntivo come, ad esempio, potrebbero essere la richiesta del pagamento di debiti regressi o i tagli ai finanziamenti effettuati dai governi di Roma e Palermo può giustificare i ritardi dell’Ente nell’avvio dei lavori di pulizia.
Ricordiamo a chi ci governa che è loro dovere lavorare nell’interesse dell’intera collettività e che ogni buon cittadino ha il diritto e dovere, oltre che a pagare le tasse, anche di dover vivere in ambienti salubri e dignitosi.
In fondo i lauti tributi versati dai contribuenti dovrebbero servire a questo ma a Favara non si capisce perché il rapporto tra le tasse pagate e servizi resi continua a non essere equo.
L’auspicio è che nell’immediato almeno gli ingressi della città vengano attenzionati e ripuliti.
L’aspettativa del cittadino favarese rimane quella di vivere in una città normale.
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