È stata condannata a sei anni di reclusione per favoreggiamento reale aggravato dall’aver agevolato Cosa nostra Anna Messina, sorella di Gerlandino.
La condanna arriva dal Gup del Tribunale di Palermo, Riccardo Ricciardi.
La donna, attraverso il suo legale, l’avv. Pennica, aveva scelto il rito abbreviato.
L’accusa iniziale era di concorso esterno in associazione mafiosa ma adesso è stata riqualificata in favoreggiamento reale aggravato con l’esclusione del comma che riguarda il ripiego dei soldi provenienti da illecito.
Rinvio a giudizio invece per Gerlandino Messina, arrestato nel covo di viale Stati Uniti a Favara, che si celebra davanti al Tribunale di Agrigento presieduto da Giuseppe Melisenda Giambertoni.
A lui i Pm contestano anche il ruolo di capo di Cosa nostra provinciale.
Nel suo covo le Forze dell’Ordine avevano trovato apparecchiatura idonea a ricevere il segnale delle Forze dell’Ordine.
Stralciata, invece, la posizione di tre imprenditori ritenuti i prestanome di Messina, ovvero Angelo Cardella, 41 anni, Francesco e Salvatore Salemi, padre e figlio di 58 e 34 anni.
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