L’Assemblea regionale siciliana ha respinto la mozione di sfiducia dei Cinquestelle al governatore della Sicilia Rosario Crocetta. Contrari 46 deputati, favorevoli 31. 13 gli assenti.La mozione era stata presentata dal M5S ed è stata sostenuta da Lista Musumeci, Mpa–Pds, Pdl e dai deputati del Pid. Contro la mozione invece i gruppi parlamentari di Megafono, Misto, Drs, Pd, Articolo 4, Udc e i deputati Grande Sud.
Crocetta quindi supera l’ostacolo sfiducia, anche se in molti, compresi anche quelli che l’hanno presentata, sapevano già che non sarebbe passata.
Il governo regionale va avanti con un presidente che ha definito un “atto antidemocratico” proporre dopo appena un anno una sfiducia.
Una maggioranza all’ARS che adesso sembra essere chiara e che dovrà affrontare a breve delle delicate questioni, quali il bilancio e la riforma della province.
“Questo voto –commenta Crocetta– dimostra che abbiamo lavorato bene, la gente è ancora con me”.
Ad aprire la discussione durata oltre 10 ore, è stato il capogruppo Cancelleri che aveva affermato: “Crocetta non ha mantenuto le promesse, a partire dal taglio del suo stipendio. I deputati che non voteranno questa mozione – aveva detto– non dicano poi che questo governo non va bene”.
Intanto il deputato Pippo Currenti, dopo il voto, è stato sospeso dal gruppo “Lista Musumeci”. La decisione è stata adottata a seguito del suo voto contrario alla mozione di sfiducia al presidente Crocetta.
Telegrafico il commento di Nello Musumeci: “Anche in politica ci sono sbandati e disertori. Dipende da Currenti scegliere con chi stare”.
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