E’ proprietario di un garage ma è costretto a pagare la Tares come se fosse un magazzino. Questa è l’odissea burocratica che vive il cittadino di Favara Gaetano Moscatt.
Quest’ultimo, dopo essersi rivolto al Comune di Favara senza ricevere nessuna risposta dall’Ente, ha inviato alla nostra redazione un’e–mail.
“Scrivo a Voi – dice Moscatt – perché possiate essere (come già lo siete) portavoce del malessere che viviamo noi cittadini, non più portatori di diritti ma solo di obblighi, che pudichi – aggiunge il cittadino – non vogliono manifestare gli oltraggi subiti in pubblico”.
Secondo quanto si legge nell’e–mail, Moscatt avrebbe informato l’Ente Comune il 16 Settembre dell’errata classificazione del suo immobile, ma dagli uffici comunali non è stata inviata nessuna risposta in merito.
Il Signor Moscatt quindi, per una burocrazia comunale lenta o forse disattenta, è costretto a pagare la terza rata della Tares calcolata con una tariffa diversa da quella che invece dovrebbe essere applicata al suo immobile.
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