Ci potrebbe essere la pista del racket delle estorsioni dietro l’omicidio del 17enne palmese Antonio Morgana avvenuto ieri sera in contrada Ciotta a Palma di Montechiaro.
La versione fornita da alcuni testimoni, ovvero che un anziano infastidito dai loro schiamazzi avrebbe fatto fuoco, non convince gli inquirenti coordinati dal sostituto Procuratore di Agrigento Santo Fornasier.
Con il passare delle ore quindi, si affievolisce questa prima ipotesi che è costata la vita al 17enne e il ferimento a una gamba a un 22enne.
Contrada Ciotta infatti, è un luogo abbastanza isolato, specie dopo che nel 2011, una frana ne aveva fatto provocare lo spopolamento. Le più vicine abitazioni si trovano a diverse centinaia di metri dal luogo del delitto.
Quindi la versione fornita da alcuni giovani che si trovavano in macchina a scherzare, quando questo anziano, infastidito dalle loro grida, avrebbe sparato contro l’auto una Fiat Uno, non sono convincenti. Gli inquirenti ieri sera, in un primo momento, avevano dato la caccia all’uomo.
La vittima era figlio di Domenico Morgana, coinvolto in passato in un’operazione antidroga tra Palma e Licata.
Gli investigatori non escludono che possa trattarsi di un gruppo criminale locale, non direttamente collegato a Cosa Nostra, che si sarebbe inserito nel controllo del racket delle estorsioni e che per riscuotere il pizzo, utilizzerebbe giovanissimi incensurati e insospettabili come esattori.
Intanto la polizia ha sottoposto quattro giovani di età compresa tra i 22 e i 30 anni, al tampon kit per stabilire se sia stato uno di loro a sparare.
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