In una San Leone blindata, il ricordo delle 366 vittime dei due naufragi di Lampedusa è stata affidata alla preghiera sia in rito cattolico che islamico. Ai ministri della Repubblica Alfano, Mauro e Kyenge si sono aggiunti il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta ed una folta delegazione di sindaci e membri della Comunità eritrea provenienti da tutta la Sicilia. Assenti perché non invitati, i 157 superstiti del naufragio. Proprio questa mancanza ha suscitato le perplessità di molti cittadini stranieri.Il non svolgimento dei funerali di Stato e l’organizzazione di una cerimonia senza la presenza dei feretri già tumulati, aveva suscitato diverse polemiche; tra queste, anche quella del Sindaco di Agrigento Marco Zambuto che diversamente da quanto annunciato, era presente al porticciolo pur ribadendo la sua idea di una cerimonia “passerella per i politici”.
A fine cerimonia, dura contestazione al Ministro dell’Interno Alfano da parte di un gruppo di attivisti che al grido di “Assassini Assassini basta con la “Bossi – Fini” ha indotto le forze dell’ordine ad interrompere le interviste di rito. Nessuna dichiarazione invece per il ministro dell’Integrazione Kyenge visibilmente commossa. Il Ministro della difesa Mauro ha richiamato all’unità di azione e alla centralità dell’Isola di Lampedusa nell’Europa.
Lacrime, tante invece ne sono state versate dai connazionali delle vittime giunti al molo turistico con candele e fiori.
A San Leone, le troupe televisive di tutto il mondo hanno seguito l’evento. La commemorazione è stata aperta da una processione con rito Cattolico Copto.
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