Con l’incremento dello stato di indigenza di molti italiani, un aiuto concreto alle persone bisognose, viene offerto dalla Caritas, l’organismo pastorale della CEI per la promozione della carità, nato nel 1971 per volere di Papa Paolo VI e che oggi è presente sul territorio nazionale con 220 sedi diocesane. Fondamentale è il servizio che le Caritas svolgono nei Centri di Ascolto, il luogo dove operatori specializzati relazionano con le persone che necessitano di aiuto per pianificare insieme una risposta alle loro esigenze. Nella Diocesi di Agrigento i Centri di Ascolto della Caritas, già operativi sono 18, uno dei quali aperto presso la Chiesa Madre di Favara. A breve, assicura il Direttore della Caritas di Agrigento, Valerio Landri, si apriranno altri 10 nuovi centri, due di questi dovrebbero sorgere nelle comunità parrocchiali delle Chiese dedicate alla Beata Maria Vergine delle Grazie e dell’Itria.Con l’incremento del tasso di povertà nella popolazione molti sono i nuclei familiari che si avvicinano ai centri.
Nel solo Centro di Ascolto Diocesano di Agrigento, i colloqui sono circa 40 alla settimana. Oltre ai beni alimentari, vengono chiesti aiuti anche per l’acquisto di farmaci, per il pagamento di bollette e addirittura per le spese dei funerali.
Molte però sono ancora le persone che, per vari motivi, non ultimo la vergogna, tendono a non accettare il loro stato di disagio.
Al sistema di ascolto ed aiuto dei Centri Caritas si associa anche il tanto lavoro di volontariato dell’associazionismo attivo e della generosità di quanti vivono una condizione economica privilegiata.
Donazioni che confluiscono anche nelle 4 mense dei poveri aperte nell’agrigentino.
Tra queste ricordiamo quella della Solidarietà di Agrigento curata dalle suore della Comunità Missionaria Porta Aperta e che senza il sostegno economico di enti Statali ed ecclesiastici, riesce comunque giornalmente a garantire tre pasti caldi a circa 180 poveri.
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