Finisce in cella il ventenne agrigentino, ritenuto l’autore del grave raid intimidatorio avvenuto lunedì scorso nel quartiere di Villaseta. I poliziotti della Squadra Mobile e della sezione Volanti della Questura di Agrigento lo hanno localizzato e arrestato. Dopo le formalità di rito è stato accompagnato al carcere Pasquale Di Lorenzo.
Il giovane, difeso dall’avvocato Butera, era già sottoposto al divieto di dimora nella provincia agrigentina, misura ampiamente violata. Ora deve rispondere di tentato omicidio, minacce aggravate e violazione delle prescrizioni cautelari.
I fatti risalgono alla mattina di lunedì, quando il ventenne ha esploso almeno cinque colpi di pistola contro un edificio, centrando quattro volte il portone e una volta la finestra di un appartamento al primo piano, dove risiede un sessantenne già noto alle forze dell’ordine.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Agrigento, si sono subito concentrate sulla cerchia familiare: vittima e aggressore sarebbero infatti parenti e alla base del gesto ci sarebbero dissidi privati. Resta l’ombra di possibili complici. Testimoni hanno riferito di aver sentito urlare in dialetto, durante la sparatoria: «Amunì lassali ca poi cia facemu cacari» (“Andiamo, lasciali stare che poi gliela facciamo pagare”).
L’arma del delitto non è stata ancora trovata. Nel frattempo, il giovane è stato sottoposto all’esame dello “Stub” per rilevare tracce di polvere da sparo, i cui risultati sono attesi nei prossimi giorni.
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