Il bilancio dell’amministrazione Palumbo a Favara diventa oggetto di un documento critico che otto forze politiche hanno diffuso a cinque anni dall’elezione di Antonio Palumbo. Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc, Democrazia Cristiana, Autonomisti, Lega, Sud chiama Nord e Socialisti e Riformisti contestano gli esiti del mandato. Infatti, il confronto parte dal programma elettorale “Scegli Progetto Comune”, presentato nel 2021.
Secondo i firmatari, il programma prometteva una Favara pulita, organizzata e governata con trasparenza e collaborazione. Tuttavia, il bilancio dell’amministrazione Palumbo non rispecchia, a loro giudizio, quegli impegni. Inoltre, il documento sostiene che l’amministrazione abbia agito in senso opposto alle promesse iniziali.
Il bilancio dell’amministrazione Palumbo tra Consiglio comunale e precari
Il primo rilievo riguarda la comunicazione del sindaco. Secondo i firmatari, nei video e nei comunicati social Palumbo presenta ogni risultato come un successo personale. Per esempio, citano l’approvazione degli strumenti finanziari dell’ente. A loro avviso, il merito spetta anche al Consiglio comunale, che si è assunto responsabilità fondamentali. Di conseguenza, i partiti lamentano l’assenza di un ringraziamento istituzionale verso l’organo consiliare.
Un secondo punto riguarda la stabilizzazione dei precari. Il documento attribuisce questo risultato al Governo nazionale, al Governo regionale di centrodestra e ai parlamentari dello stesso schieramento. Pertanto, i firmatari parlano di appropriazione di meriti altrui da parte dell’amministrazione.
Rifiuti, strade e impianti sportivi nel documento dei partiti
I firmatari dedicano ampio spazio al decoro urbano. In particolare, denunciano strade danneggiate e asfalti in cattive condizioni dopo i lavori per la fibra ottica e il metano. Inoltre, segnalano blocchi stradali e una carenza di controlli da parte dell’ente sulle ditte esecutrici. Sul fronte dello sport, affermano che l’amministrazione non ha recuperato il Palazzetto dello Sport e la Piscina Comunale. Infine, descrivono una città sporca, con periferie trascurate, erbacce, villette comunali degradate e un centro storico dimenticato.
Fondi, uffici e comunità all’estero: il bilancio dell’amministrazione Palumbo
Il programma del 2021 puntava sulla cultura del progetto e sull’intercettazione di fondi regionali, statali ed europei. Secondo i firmatari, l’isolamento politico ha fatto sfumare opportunità importanti. Inoltre, ricordano il cantiere della scuola A. Mendola, che a loro dire accumula ritardi rispetto al calendario di consegna e lascia famiglie e studenti nell’incertezza.
Il documento cita poi il trasferimento degli uffici a San Francesco. Tuttavia, secondo i firmatari, il Comando di Polizia Municipale convive con ratti e con una situazione igienico-sanitaria inadeguata. Sui rapporti con le comunità all’estero, invece, attribuiscono il merito al Comitato di San Giuseppe e all’associazione Italiani all’estero, guidata da Peppe Arnone.
In conclusione, i partiti descrivono una città trascurata e criticano l’impostazione comunicativa del sindaco. Il documento non riporta repliche dell’amministrazione comunale sui singoli rilievi. Il bilancio dell’amministrazione Palumbo resta quindi legato al confronto tra queste valutazioni e le eventuali risposte dell’ente.
Tra i firmatari figurano Adriano Barba, presidente provinciale, e Fabrizio Crapanzano, coordinatore, per Fratelli d’Italia. Per Forza Italia firmano i coordinatori Paolo Dalli Cardillo e Gerlando Stuto, mentre l’Udc è rappresentata dal coordinatore Mariano Lombardo. Per la Democrazia Cristiana compaiono Raffaella Vinciguerra, delegata della segreteria provinciale, e il segretario Giuseppe Nobile. Gli Autonomisti schierano i coordinatori Marilì Chiapparo e Angelo Messinese. Per la Lega firmano Vittorio Pullara e Gabriele Barba. Sud chiama Nord indica i coordinatori Rino Castronovo e Salvatore Fanara. Infine, per Socialisti e Riformisti compare Giuseppe Lentini.
Ecco la lettera integrale inviata alla nostra redazione
CINQUE ANNI DI MERAVIGLIE A FAVARA: UN CAPOLAVORO… MA SOLO SULLA CARTA!
(O come trasformare un “Progetto Comune” in un monologo d’autoelogio)
Cari concittadini, festeggiamo con commozione il quinquennio del sindaco Antonio Palumbo. Nel lontano 2021, il nostro primo cittadino si presentava alla città con un programma elettorale ambizioso, intitolato non a caso “Scegli Progetto Comune”, promettendo di fare di Favara una gemma mediterranea ed europea, pulita, organizzata e governata attraverso la trasparenza e la collaborazione.
A distanza di cinque anni, dobbiamo inchinarci di fronte a tanta coerenza: hanno fatto esattamente il contrario di tutto, dimostrando un talento unico nel trasformare Favara in un vero e proprio parco giochi dell’orrore urbano.
1. L’Ego del Sindaco e la favola degli strumenti finanziari: zero rispetto per il Consiglio Comunale
Nei suoi frequenti video e comunicati social, il Sindaco appare in una continua narrazione auto-celebrativa dove tutto è rappresentato come un successo personale. Un esempio eclatante riguarda l’approvazione degli strumenti finanziari dell’ente: il Sindaco intesta a se stesso i risultati ottenuti, dimenticando e ignorando del tutto il lavoro svolto dal Consiglio Comunale nella sua interezza. È stato l’organo consiliare ad assumersi responsabilità fondamentali per consentire l’approvazione degli atti, ma nelle sfilate mediatiche del Sindaco non v’è mai un solo cenno di ringraziamento o di garbata correttezza istituzionale verso il Consiglio.
2. Precari: i meriti della stabilizzazione
Il merito della stabilizzazione dei precari è notoriamente riconducibile al Governo nazionale e al Governo regionale di centrodestra, nonché ai parlamentari di centrodestra che se ne sono occupati. Attribuirsi risultati conseguiti grazie all’impegno di altri rappresenta l’ennesimo tentativo di appropriarsi di meriti altrui.
3. Fibra e Metano: Favara come il fronte di guerra
Ricordate quando il programma parlava di “decoro urbano, pulizia delle strade e rispetto del bene comune”? A Favara la realtà ha superato la fantasia. La città è stata letteralmente squarciata dall’arroganza e dalla sciatteria delle ditte che hanno eseguito i lavori per la fibra ottica e il metano. Strade devastate, asfalti colabrodo e blocchi stradali assurdi che hanno messo a dura prova automobilisti e pedoni, il tutto nell’indifferenza e nella totale assenza di controllo da parte dell’ente.
4. Impianti sportivi nel baratro: addio a Palazzetto e Piscina Comunale
Nel programma si leggeva testualmente che si sarebbe data “l’importanza che merita allo sport, garantendo strutture sicure e decorosamente attrezzate”. La triste realtà è che nulla è stato fatto per recuperare il Palazzetto dello Sport e la Piscina Comunale, un tempo veri e propri fiori all’occhiello non solo di Favara ma dell’intera provincia. Strutture lasciate marcire nell’abbandono più totale, privando i nostri giovani di spazi fondamentali di aggregazione e crescita.
5. Spazzatura, periferie e verde pubblico: degrado a 360 gradi
Le pagine del programma profondevano amore per l’ambiente, la raccolta differenziata e il verde pubblico. La pratica quotidiana ci restituisce invece una Favara sporca, sommersa dai rifiuti a causa di una gestione fallimentare, con periferie pietose, strade invase da erbacce, villette comunali completamente degradate e vandalizzate. E il centro storico? Ovviamente lasciato nel dimenticatoio, smentendo ogni promessa di rilancio.
6. Relazioni istituzionali e fondi extracomunali: l’arte dell’invisibilità
Il programma del sindaco puntava forte sulla “cultura del progetto” e sull’intercettazione di fondi regionali, statali ed europei. Ebbene, il risultato è eccezionale: grazie a un isolamento politico da record e a un completo scollegamento con qualsiasi attività parlamentare regionale e nazionale, il Comune è riuscito nella straordinaria impresa di lasciarsi sfuggire le opportunità più importanti. Certo, ci si vanta del cantiere della scuola A. Mendola, ma ci si dimentica di dire che è in forte ritardo rispetto al calendario di consegna, lasciando famiglie e studenti nell’incertezza.
7. Uffici comunali e degrado al Comando di Polizia Municipale
Il sindaco vanta con orgoglio di aver portato gli uffici a San Francesco, ma dimentica opportunamente di menzionare il fatto che il Comando della Polizia Municipale convive quotidianamente con ratti e degrado, in una situazione igienico-sanitaria indegna. Intanto, i quartieri della città restano isolati e privi di servizi essenziali.
8. Rapporti con le comunità all’estero: appropriazione indebita di meriti
Anche sulle relazioni internazionali il racconto sbandierato non corrisponde al vero. Se esiste un legame solido con le comunità all’estero, il merito va ascritto unicamente al lavoro svolto dal Comitato di San Giuseppe e dall’associazione Italiani all’estero, guidata da Peppe Arnone. Ma l’arroganza del primo cittadino e il suo smisurato ego personale gli impediscono, come sempre, di riconoscere il lavoro e i meriti altrui.
In conclusione, cari favaresi, dopo cinque anni di annunci e video propagandistici, la resa dei conti con la realtà mostra una città ferita, trascurata e amministrata con un’arroganza priva di riscontri concreti.
• Fratelli d’Italia: Adriano Barba (Presidente Prov.), Fabrizio Crapanzano (Coordinatore)
• Forza Italia: Paolo Dalli Cardillo, Gerlando Stuto (Coordinatori)
• UDC: Mariano Lombardo (Coordinatore)
• Democrazia Cristiana: Raffaella Vinciguerra (delegata segreteria provinciale), Giuseppe Nobile (Segretario)
• Autonomisti: Marilì Chiapparo, Angelo Messinese (Coordinatori)
• Lega: Vittorio Pullara e Gabriele Barba
• Sud chiama Nord: Rino Castronovo, Salvatore Fanara (Coordinatori)
• Socialisti e Riformisti: Giuseppe Lentini
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