Pratiche che restano ferme per mesi, procedure ritenute eccessivamente lunghe e un regolamento che risale al 1995. È da queste criticità che parte la riflessione dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, il quale ha trasmesso al Comune una dettagliata nota sulle autorizzazioni allo scarico e sugli allacci alla rete fognaria, individuando le principali criticità del sistema attuale ma anche possibili soluzioni per superarle. Nel documento l’Ordine richiama l’attenzione sui tempi di definizione delle autorizzazioni allo scarico, dei rinnovi e degli allacci alla rete fognaria.
Secondo quanto evidenziato nella nota, “numerose pratiche rimarrebbero pendenti per diversi mesi oltre i termini previsti dalla normativa, con conseguenze che si riflettono direttamente su cittadini, professionisti e attività economiche”, si legge nel comunicato dell’Ordine degli architetti, inoltre, evidenziano come il regolamento comunale di settore, approvato oltre trent’anni fa, non sia mai stato aggiornato per adeguarsi alle modifiche normative intervenute nel frattempo. A ciò si aggiungerebbero procedure caratterizzate da passaggi successivi, richieste di integrazione e verifiche che finirebbero per allungare ulteriormente i tempi di conclusione degli iter amministrativi.
Secondo l’Ordine, “tali ritardi incidono non soltanto sull’attività dei professionisti ma anche sulla possibilità per cittadini e imprese di utilizzare immobili già ultimati, ottenere l’agibilità degli edifici o avviare nuove attività produttive e commerciali”.
La nota, tuttavia, non si limita a evidenziare le criticità. L’Ordine, infatti, formula una serie di proposte operative finalizzate a semplificare i procedimenti e ridurre i tempi di definizione delle pratiche. “Tra queste – si legge ancora – figurano l’introduzione di procedure telematiche unificate, la pubblicazione di modulistica aggiornata e di schemi tecnici standard, la riduzione delle duplicazioni istruttorie tra enti, la definizione di percorsi amministrativi differenziati per rinnovi, nuovi allacci civili e attività produttive e l’aggiornamento del regolamento comunale vigente”.
Gli Architetti chiedono inoltre di conoscere il numero delle pratiche ancora pendenti, le misure organizzative che l’Amministrazione intende adottare per smaltire l’arretrato e le iniziative necessarie per adeguare il regolamento alle disposizioni normative oggi in vigore.
“Un primo riscontro è arrivato da Aica – dicono gli architetti -, che ha manifestato la propria disponibilità ad avviare un tavolo tecnico per approfondire le problematiche segnalate e valutare possibili percorsi condivisi. Una disponibilità che va nella stessa direzione indicata dall’Ordine, che nella propria nota si era detto pronto a collaborare alla revisione delle procedure e degli strumenti regolamentari”.
La questione delle autorizzazioni allo scarico rappresenta, però, soltanto uno dei temi sui quali negli ultimi mesi si è sviluppato il confronto tra l’Ordine e l’Amministrazione comunale. Restano infatti aperti altri dossier ritenuti strategici per il futuro della città, a partire dall’avvio del Piano Urbanistico Generale, dall’Urban Center, dal progetto Hyperion 2.0 e dal Piano di recupero del centro storico.
Proprio sul centro storico dovrebbe concentrarsi una particolare attenzione: l’approssimarsi della stagione invernale e il rischio di ulteriori cedimenti in alcune aree fragili del tessuto urbano rendono sempre più attuale il tema degli interventi di recupero, manutenzione e messa in sicurezza del patrimonio edilizio.
Su tutti questi argomenti il dialogo istituzionale si è sviluppato attraverso incontri e momenti di confronto che hanno consentito di approfondire criticità, prospettive e possibili soluzioni. L’auspicio dell’Ordine è che il patrimonio di contributi tecnici e di proposte, maturati nel corso di queste interlocuzioni, possa trovare concreta attuazione attraverso i necessari passaggi amministrativi, così da consentire l’avvio delle iniziative considerate prioritarie per lo sviluppo e la sicurezza della città.
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