«Le famiglie hanno ragione a chiedere tempi certi per l’avvio della mensa scolastica. Il loro disagio deve essere al centro di un impegno comune, accompagnato da informazioni chiare sulle condizioni necessarie per attivare il servizio». Lo dichiara Gerlando Grech, a nome di Controcorrente Agrigento, intervenendo nel dibattito aperto dal consigliere Costantino Ciulla.
«Da due anni – continua Grech – seguo direttamente la questione della mensa nel plesso Don Bosco dell’Istituto Quasimodo, dove sono uno dei rappresentanti dei genitori, componente del Consiglio d’istituto e della Commissione mensa. Conosco le difficoltà organizzative e le esigenze di tante famiglie, soprattutto di quelle che devono conciliare gli orari scolastici con il lavoro».
«L’affidamento precedente è scaduto quest’anno e occorre avviare una nuova gara. Il Comune, però, si trova attualmente in gestione provvisoria, una condizione che limita fortemente l’assunzione di nuove obbligazioni di spesa. Per procedere al nuovo affidamento della refezione scolastica, servizio a domanda individuale, è necessaria l’approvazione del bilancio».
«Il richiamo di Ciulla alla programmazione offre l’occasione per affrontare insieme questo passaggio decisivo – sottolinea Grech -. L’esperienza di chi ha ricoperto incarichi di assessore o consigliere può rappresentare un contributo utile per superare gli ostacoli attuali. Rivolgiamo quindi a tutte le forze consiliari, e a chi ha avuto responsabilità amministrative, un invito alla collaborazione affinché il bilancio possa essere approvato nel più breve tempo possibile, consentendo di procedere con i servizi oggi bloccati dai vincoli della gestione provvisoria».
Grech richiama anche il tema delle risorse: «Gli stanziamenti degli anni precedenti coprivano a malapena il servizio delle scuole dell’infanzia. È quindi necessario lavorare sia per l’avvio della mensa sia per una programmazione che renda il servizio più stabile e adeguato ai bisogni delle famiglie».
«Quando parliamo di mensa, parliamo anche della possibilità di garantire la continuità della giornata scolastica e il tempo pieno. È una scelta educativa precisa: una scuola nella quale apprendimento, relazioni e condivisione accompagnano i bambini durante l’intera giornata. Anche il pranzo è un momento di crescita, in cui si imparano autonomia, rispetto degli altri e buone abitudini alimentari».
«Per molte famiglie questo modello rappresenta inoltre una necessità concreta per conciliare lavoro e cura dei figli. L’obiettivo deve quindi essere una programmazione capace di coprire progressivamente l’intero fabbisogno, affinché tutti i bambini possano partecipare pienamente al percorso educativo scelto, senza che le possibilità economiche della famiglia diventino un ostacolo».
«Occorre inoltre distinguere la refezione comunale dalle mense organizzate privatamente dalle famiglie. Quando il Comune non riesce a coprire la totalità degli alunni, i genitori si adoperano per individuare un fornitore e organizzare direttamente il servizio, sostenendone i costi. Queste iniziative nascono dall’esigenza di assicurare il pasto ai bambini che restano fuori dalla copertura comunale, ma seguono un percorso organizzativo distinto dall’affidamento pubblico, nel rispetto delle condizioni stabilite dalla scuola. Chiarire questa differenza aiuta a comprendere le difficoltà e a individuare le soluzioni, con particolare attenzione alle famiglie che non possono sostenere costi aggiuntivi».
«Le preoccupazioni espresse dai genitori e raccolte da Ciulla meritano ascolto. Come Controcorrente proponiamo di tradurre questa attenzione in una collaborazione concreta sul bilancio e sui passaggi necessari per attivare il servizio. All’approvazione del bilancio dovranno accompagnarsi procedure tempestive e aggiornamenti chiari alle famiglie. Su questo obiettivo ci auguriamo possa convergere il contributo di tutti, mettendo al centro i bambini e il loro percorso educativo».
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