Il processo è scaturito dall’operazione denominata “Multilevel”, che ha permesso la scoperta di una presunta mega truffa. Tra le vittime tanti disoccupati, ma anche piccoli imprenditori, titolari di piccole ditte, e la proprietaria di un bar pasticceria, tutti con la speranza di trovare il “posto fisso”.
Il pubblico ministero Federica Rabajoli ha chiesto 10 anni di reclusione per Luciano Montemurro, 66 anni, di Favara, che durante gli incontri si sarebbe presentato come “cardinale” o “vescovo di Monreale”. Per i fratelli Angelo e Diego Favata, di 61 e 53 anni, di Canicattì, le richieste sono rispettivamente di 4 anni e 10 mesi e 4 anni.
Quasi duecento persone a cui, dietro il pagamento di una tangente, era stata promessa l’assunzione, e in particolare in qualità di personale nella fantomatica base militare, da realizzare nella suggestiva località di “Punta Bianca”. E per rendere il progetto più credibile, gli imputati avrebbero speso il nome del generale di Corpo d’armata Luciano Portolano, illustre cittadino agrigentino, facendo firmare contratti, e distribuendo i tesserini che sarebbero serviti una volta iniziato il lavoro.
Le accuse sono di associazione a delinquere e truffa. Le indagini, condotte sul campo dai carabinieri della Compagnia di Canicattì, sono partite nel febbraio 2020, in piena emergenza Covid, e si sono concluse nel mese di agosto del 2021. Sono almeno 160 nella provincia di Agrigento, ma anche di Caltanissetta e Palermo, le persone raggirate. I truffati avrebbero versato somme a partire da 2.500 euro per saltare l’esame di assunzione. I legali difensori degli imputati, gli avvocati Paolo Ingrao e Calogero Meli, hanno chiesto l’assoluzione. Repliche e sentenza sono previste per il 14 ottobre.
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