Un assalto costante al territorio, che si consuma tra le fiamme, il cemento illegale e il saccheggio dei tesori millenari. La Sicilia, nel corso del 2025, ha conquistato il triste primato nazionale per numero di reati legati agli incendi, ai crimini contro la fauna e a quelli contro il patrimonio archeologico. Una tripla maglia nera che emerge dal nuovo report “Ecomafia 2026” firmato da Legambiente, che mappa le illegalità ambientali nel Paese incrociando le denunce e gli accertamenti effettuati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto.
La classifica generale vede la Campania confermarsi in testa alla graduatoria nazionale delle illegalità con 5.636 reati contestati (il 15,8% del totale). Subito dietro si piazza la Sicilia con 3.726 reati ambientali, pari al 10,4% su scala nazionale. A questa montagna di illeciti penali si aggiunge un altro dato specchio della pressione sul territorio: i ben 6.067 illeciti amministrativi registrati nell’isola.
Oltre ai primati assoluti su roghi, animali e archeologia, la Sicilia si colloca al secondo posto per l’illegalità nel ciclo del cemento, l’abusivismo che continua a sfregiare le coste e le aree interne, mentre si posiziona al nono posto per quanto riguarda la gestione illecita nel ciclo dei rifiuti.
I dati più allarmanti arrivano però dalle macro-aree provinciali. Se Napoli (2.512 reati) e Salerno (1.472) guidano la classifica italiana, Palermo si attesta al terzo posto assoluto con 1.235 reati accertati. Il capoluogo siciliano fa registrare una crescita impressionante del +59,6% in un solo anno, evidenziando una vera e propria escalation delle attività ecocriminali sul territorio.
Il dossier di Legambiente dedica infine un capitolo alla cosiddetta “corruzione green”, ovvero l’intreccio tra burocrazia infedele, colletti bianchi e consorterie criminali. Il Mezzogiorno d’Italia si conferma l’area più colpita della penisola con ben 27 inchieste complessive. Nella classifica regionale la Campania si colloca al primo posto con 15 inchieste, tallonata strettamente dalla Sicilia che ne conta 13. Tuttavia, sul fronte della risposta giudiziaria e del contrasto sul campo, l’isola detiene il primato nazionale in termini di arresti, con ben 96 provvedimenti eseguiti.
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