La Procura di Agrigento ha iscritto sul registro degli indagati i due turisti italiani a bordo del gommone coinvolti nell’incidente in mare costato la vita a Cristiano Giamporcaro, 29 anni, di Caltanissetta, di professione regista. Si tratta di un uomo e una donna, sessantenni, con casa a Lampedusa, proprietari del natante.
L’ipotesi di reato è di omicidio nautico. Bisogna chiarire se il giovane è morto sul colpo, anche se al momento l’ipotesi prevalente è che l’elica del gommone gli abbia tranciato un braccio uccidendo poi il ragazzo a causa del dissanguamento. L’esame autoptico dovrà chiarire anche se il decesso sia stato provocato dalle lesioni o da un successivo annegamento.
Il 29enne è morto sabato pomeriggio, durante un’immersione, nelle acque cristalline di Lampedusa, sotto gli occhi della sua fidanzata. I due erano nelle acque tra Punta Sottile e Cala Francese, a poche decine di metri dalla riva, quando un gommone con a bordo i due turisti ha falciato il ragazzo uccidendolo.
Esperto con gli obiettivi anche sott’acqua, ligio alle regole, teneva il pallone dei sub bene in evidenza, come ha ripetuto la sua ragazza che nuotava assieme a lui fino a pochi minuti prima della tragedia. Dalla spiaggia, dove si era fermata perché stanca, ha visto l’arrivo del gommone a tutta velocità. Il corpo è stato recuperato dalla Capitaneria di porto, mentre i carabinieri hanno sequestrato il gommone intimando alla coppia di non lasciare l’isola.
Il sindaco di Lampedusa Filippo Mannino, non può far altro che raccomandare cautela ai turisti in barca: “Occorre prestare massima prudenza, sia in mare che sulla terraferma. Le vacanze devono essere fatte all’insegna della sicurezza, solo così ci si può divertire e rilassare”.
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