L’Assemblea regionale siciliana ha approvato, nei giorni scorsi, in via definitiva la rottamazione bollo auto Sicilia. La misura consente ai contribuenti dell’Isola di sanare i tributi regionali non versati fino al 31 dicembre 2025. Il provvedimento riguarda soprattutto la tassa automobilistica, ma si estende anche ad altre entrate della Regione. Infatti, chi ha pendenze arretrate potrà pagare solo l’importo dovuto, senza sanzioni né interessi accumulati negli anni.
I contribuenti avranno tempo fino al 31 ottobre 2026 per mettersi in regola. Tuttavia, la sanatoria diventerà pienamente operativa solo dopo la pubblicazione del decreto attuativo della Regione. Il compito di emanarlo spetterà all’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino, e la Regione prevede di pubblicarlo intorno a Ferragosto.
Rottamazione bollo auto Sicilia: come funziona la sanatoria
La norma nasce da un emendamento che il deputato regionale Ignazio Abbate, della Democrazia Cristiana e presidente della I Commissione Affari Istituzionali dell’Ars, ha presentato in Aula. Inoltre, la misura recepisce a livello regionale la cosiddetta “Rottamazione Quinquies”, che la legge 199 del 2025 ha introdotto a livello nazionale. Grazie a questo allineamento, la Regione estende ai propri tributi le stesse condizioni agevolate previste dallo Stato per le cartelle esattoriali. Infine, per aderire alla rottamazione bollo auto Sicilia, i contribuenti dovranno versare esclusivamente il capitale dovuto, senza alcuna maggiorazione.
La sanatoria non riguarda soltanto la tassa automobilistica. Infatti, il provvedimento si applica anche ad altre entrate regionali, come i canoni delle concessioni demaniali marittime. Tra questi rientrano, per esempio, i canoni versati dai gestori degli stabilimenti balneari lungo le coste siciliane. Inoltre, la norma offre ai Comuni in dissesto finanziario la possibilità di chiudere i contenziosi aperti con la Regione, senza il pagamento di sanzioni.
Rottamazione bollo auto Sicilia: le entrate attese dalla Regione
Secondo le stime dell’Assemblea regionale, la misura non comporterà costi aggiuntivi per le casse della Regione. Al contrario, Palazzo d’Orléans punta a recuperare una quota consistente dei tributi arretrati finora rimasti inesigibili. Di conseguenza, l’amministrazione regionale prevede entrate aggiuntive rispetto a quelle già iscritte a bilancio. La relazione tecnica allegata al provvedimento parla di un possibile incremento delle entrate correnti, derivante dalla trasformazione di crediti difficili da riscuotere in liquidità immediata.
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