Il giudice per le indagini preliminari di Agrigento, Nicoletta Sciarratta, ha disposto la scarcerazione di Carmelo Pio Di Vinci, 22 anni, di Canicattì. Il giudice, infatti, martedì scorso, 28 luglio, ha sostituito la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari e il braccialetto elettronico. Il giovane risulta tra i tre indagati arrestati venerdì 24 luglio nell’ambito dell’inchiesta sulla banda di rapinatori. La banda, secondo l’accusa, si sarebbe resa responsabile di furti con spaccata, rapine violente e spedizioni punitive ai danni di commercianti di Canicattì. Di Vinci ai domiciliari, dunque, dopo che l’avvocato difensore Sergio Baldacchino ha ottenuto l’accoglimento della propria istanza.
Di Vinci ai domiciliari: cosa è successo prima della decisione
Nella giornata di martedì si è svolto l’interrogatorio di garanzia nei confronti di Di Vinci, difeso dall’avvocato Sergio Baldacchino. Il giovane ha risposto alle domande del giudice, chiarendo la propria posizione, che la difesa ritiene marginale rispetto ai fatti contestati. Durante l’udienza, inoltre, il legale ha prodotto della documentazione a sostegno della richiesta. Al termine dell’interrogatorio, infatti, l’avvocato Baldacchino ha chiesto la sostituzione della custodia in carcere. La richiesta riguarda gli arresti domiciliari, con apposizione del braccialetto elettronico.
Di Vinci ai domiciliari: la decisione del giudice
Il giudice Nicoletta Sciarratta ha accolto la richiesta della difesa di Di Vinci, pur restando fermi i gravi indizi di colpevolezza a suo carico. Il parere del pubblico ministero, tuttavia, risultava negativo rispetto alla sostituzione della misura. Nonostante ciò, il giudice ha comunque disposto il passaggio dal carcere agli arresti domiciliari. Di Vinci ai domiciliari resta perciò sottoposto a stretta sorveglianza tramite il dispositivo elettronico, in attesa degli ulteriori sviluppi del procedimento.
La posizione del fratello Calogero
Diversa, invece, risulta la posizione dell’altro fratello dell’indagato, Calogero Di Vinci, anch’egli difeso dall’avvocato Sergio Baldacchino. Inizialmente sottoposto ad accertamenti nell’ambito della stessa inchiesta, Calogero Di Vinci è risultato completamente estraneo ai fatti contestati. Gli investigatori, pertanto, non hanno ravvisato alcun elemento a suo carico. La Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri conducono l’indagine su una serie di episodi avvenuti tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Le vittime sono commercianti di Canicattì, aggrediti con calci, pugni, manganelli e bastoni, secondo quanto ricostruito dagli investigatori.
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