“In via del tutto eccezionale e temporanea, il rifornimento di acqua potabile potrà essere assicurato, con procedure di protezione civile, esclusivamente nei confronti delle situazioni di maggiore fragilità, al fine di tutelare la salute pubblica e garantire l’assistenza alla popolazione”. A parlare è Salvo Cocina, dirigente della Protezione civile regionale, all’indomani del tavolo tecnico convocato dal Prefetto di Agrigento, d’intesa con la Regione Siciliana, a seguito dell’appello del sindaco Michele Sodano, per individuare una soluzione all’emergenza relativa al rifornimento idrico degli immobili privi di titolo edilizio nel quartiere Maddalusa.
“La Legge proibisce il rifornimento idrico alle case abusive e non appare derogabile né negoziabile così come confermato dalle istituzioni, statali regionali e locali, presenti e da consolidata giurisprudenza – continua Cocina -. Chi afferma il contrario sbaglia, alimentando nella popolazione aspettative che non potranno che essere deluse; nessuna autorità di protezione civile e nessuna emergenza può giustificare la violazione dei principi di legge. Riconosciamo che è una situazione veramente complessa, stratificatasi nei decenni passati, con gravi ricadute sociali ma tutte le istituzioni, dallo stato, alla regione al comune, hanno ricercato ogni possibile soluzione alternativa ma, purtroppo non ve ne sono. Sono case in zona A di vincolo assoluto realizzate dopo il 1968”.
Queste le procedure operative emergenziali che abbiamo contribuito a definire.
1. Ordinanza del Sindaco. Il Sindaco emanerà un’ordinanza contingibile e urgente per motivi di igiene e sanità pubblica, ai sensi dell’art. 50 del Testo Unico degli Enti Locali, disciplinando modalità, criteri e durata dell’intervento straordinario.
2. Attivazione del Centro Operativo Comunale (Coc). Sarà attivato il Centro Operativo Comunale, con la funzione di Assistenza alla Popolazione, composto da: un funzionario del Comune di Agrigento; un dirigente dell’Asp; un dirigente del Dipartimento Regionale della Protezione Civile.
Il Coc sarà il punto di riferimento per la ricezione e l’istruttoria delle richieste di rifornimento.
3. Presentazione delle domande
I cittadini, interessati alla fornitura idrica, dovranno presentare un’apposita autodichiarazione attestando di rientrare in una delle 5 categorie individuate dal tavolo tecnico, per le quali, in via straordinaria, sarà possibile autorizzare il rifornimento idrico anche in favore di immobili realizzati in assenza di titolo edilizio.
4. Categorie ammesse: ultra settantacinquenni; persone con invalidità al 100% ovvero persone titolari di indennità di accompagnamento; persone allettate; nuclei familiari con bambini fino a cinque anni di età; ulteriori situazioni di particolare fragilità che saranno valutate dal Coc.
5. Rapido esame delle richieste
Le domande saranno esaminate con la massima tempestività e in giornata dal Centro Operativo Comunale. Sulla base dell’autodichiarazione sarà disposto l’invio dell’autobotte di protezione civile.
6. Mezzi disponibili
Per garantire il servizio saranno disponibili n.3 del comune di Agrigento, di cui una finanziata dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile durante l’emergenza idrica del 2024, alle quali si aggiungono 2-5 autobotti attivate dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile.
7. Una misura eccezionale e temporanea. “Si tratta di una misura esclusivamente emergenziale – precisa Cocina -, resa necessaria per garantire il diritto all’acqua potabile alle persone più vulnerabili pur residenti in immobili abusivi e non sanabili. L’intervento resterà in vigore per il tempo strettamente necessario e, comunque, per la stagione estiva, nelle more dell’individuazione di una soluzione strutturale, che dovrà essere affrontata nell’ambito delle competenze proprie della pianificazione e della gestione del territorio. Questa misura ha esclusivamente finalità umanitarie e di tutela della salute pubblica e non comporta, né direttamente né indirettamente, alcun riconoscimento della regolarità urbanistica o edilizia degli immobili interessati, né produce effetti ai fini di eventuali procedimenti amministrativi o giudiziari”.
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