Dopo giorni di attesa, di preghiera, di ringraziamenti per la grazia ricevuta, ma anche di riunioni e di comitati, è arrivato il momento più atteso: l’abbraccio della città a San Calogero. A mezzogiorno è stato aperto il portone e il Simulacro con il Santo è uscito dal Santuario, nella prima delle due domeniche di festa.
A coordinare la processione il vicario generale don Giuseppe Cumbo e il vice parroco don Giuseppe Lentini. Assente il rettore del Santuario Don Gerlando Montana Lampo, di ritorno da Lampedusa dove ha partecipato alla visita di Papa Leone.
Dopo la Santa Messa alla Basilica dell’Immacolata, alle 11,45 San Calogero è stato sistemato sulla vara, e 15 minuti più tardi, l’uscita portato a spalla dai devoti portatori, lungo il tradizionale percorso: via Aldo Moro, Porta di Ponte, via Gioeni, via Atenea, salita Porcello, salita Santo Spirito, via Foderà, rione San Girolamo, Bibbirria, via Duomo, discesa Seminario, via Sferri, via Garibaldi, con arrivo alla Porta Addolorata.
Rispettato dai fedeli l’assoluto divieto di accedere all’interno del Santuario, ancora oggi interessato dai lavori di riqualificazione. E’ stato possibile sostare lungo i gradoni. Poi scalinata e sagrato sono stati in parte sgomberati per “l’acchianata” della statua.
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