E’ stato fissato per il prossimo 11 giugno al tribunale di Caltanissetta l’interrogatorio preventivo del deputato agrigentino Riccardo Gallo Afflitto. Per lui la Procura nissena ha chiesto il carcere con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta denominata “Corte dei miracoli”, che ha provocato un “terremoto” nella gestione del Cefpas, il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario, ente strumentale della Regione Siciliana con sede a Caltanissetta.
L’indagine della Squadra mobile di Caltanissetta e dello Sco ha portato alla luce un presunto scambio di favori dove le nomine ai vertici degli enti regionali venivano garantite in cambio di assunzioni per i familiari e amici, trasferimenti e appalti “pilotati”.
Tra gli indagati risulta Roberto Sanfilippo, 56 anni, residente a Palermo, direttore del Cefpas, “asservendo le funzioni e i poteri connessi al suo ruolo dirigenziale agli interessi e comunque alle indicazioni del deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto”, scrive il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, avrebbe posto in essere una corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Tra gli atti posti in essere dall’ex direttore nell’interesse del deputato regionale rientrerebbero l’assegnazione dell’incarico dirigenziale per esperto amministrativo giuridico a Gioacchino Pontillo, residente a Palermo, iscritto nel registro degli indagati, uomo di fiducia dell’esponente politico agrigentino.
A Sanfilippo viene inoltre contestata l’accusa di avere “assegnato alla moglie di Gallo Afflitto, su richiesta di quest’ultimo, quattro incarichi di consulenza e la sottoscrizione di un contratto a tempo pieno e determinato al Cefpas; nonché la sottoscrizione, su richiesta di Gallo Afflitto, di un accordo quadro fra il Cefpas e l’Asp di Agrigento che prevedeva la possibilità di avviare procedure di distacco del personale fra i due enti, in modo che la moglie del deputato regionale potesse lavorare ad Agrigento”.
Nell’inchiesta figura anche l’affidamento dell’appalto per la realizzazione di una biblioteca digitale “a un operatore economico privo di competenze in materia, fratello di un alto prelato, della cui influenza sull’elettorato cattolico l’esponente politico intendeva avvalersi”, scrive la Procura nissena.
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